Ultima modifica: 6 Aprile 2022

11. Alcune fotografie e una poesia

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Registrazione e primi materiali1. Chi è Davide Cerullo – 2. L’idea dell’Albero delle storie3. I libri, i bambini, l’albero e gli animali4. La scuola e maestro Daniele5. Andando per scuole. E non solo6. La mancanza delle istituzioni, noi e la forza della poesia7. Dell’Albero delle storie. Ma anche di rami, asinelli e vento8. Sulla riconsegna del nome Davide9. Come è possibile contattarti?10. Stralcio da L’orrore e la bellezza: incontri speciali11. Alcune fotografie e una poesia

Su alcune fotografie tratte da L’orrore e la bellezza

Estratti

Qua sono io, appeso a una corda a un albero, che faccio l’altalena. Io poi sono ritornato a dare continuità a quel gesto, che troviamo in quella fotografia, ma io sono diventato anche il padre di mio padre, che lo ha fatto di rivivere nel gesto di quel perdono, per ritrovare la mia propria pace.

Sono un po’ i sogni che vanno in frantumi. Infatti, questa mano sembra la rabbia che spacca il vetro. Però quegli occhi ci interrogano tantissimo.

Impareremo a guardare le cose con gli occhi dei bambini

In dialogo con Davide Cerullo

Qui ci sono un po’ di tue fotografie.
Abbiamo voluto mettere un ricordo del maestro Daniele, di cui non abbiamo fotografie, ma qui sei tu in un momento all’interno della scuola, giusto? O no, forse è proprio vicino a dove abitavi a Panaccioni, giusto?

Davide Cerullo a Panacioni

Davide Cerullo a Panacioni

Sì, a Panaccioni. Qua sono io, appeso a una corda a un albero, che faccio l’altalena.
Io poi sono ritornato a dare continuità a quel gesto, che troviamo in quella fotografia, ma io sono diventato anche il padre di mio padre, che lo ha fatto di rivivere nel gesto di quel perdono, per ritrovare la mia propria pace. E questo è fondamentale.

Le prossime sono invece fotografie che hai scattato tu, giusto?

Sì, le ho scattate io.

Sono tutte splendide: guardate questa.

Sogni infranti dentro le Vele, foto di Davide CerulloQuesto è diciamo un po’ il senso della lettura che poi ho dato. Sono un po’ i sogni che vanno in frantumi.
Infatti, questa mano sembra la rabbia che spacca il vetro. Però quegli occhi ci interrogano tantissimo.

Sono di questi ultimi anni, giusto? Bambini a Scampia, oggi.

Sì, esatto.

E qui c’è questa che è anche un po’ ripresa. Quella del numero, piuttosto che del volto.

Questa è di un autore belga. Questa ragazza è un’altra delle mie sorelle, Natascia, che passava di lì e stava andando a portare dei vestiti al marito, ma mi piaceva questo senso del viaggio. Poi, se ci fate caso, a fianco, più su della testa di Natascia, si vede il volto di Pasolini. è  è vero è un ritratto di Ernest Pignon-Ernest [link al sito personale di Ernest Pignon-Ernest], questo grandissimo autore vivente francese, che è voluto venire a trovarmi a Scampia, perché stava facendo un lavoro su Pasolini. Così Pasolini si è fermato anche a Scampia…

Poi è uscito anche il libro in francese, con contributi di Christian Bobin e di Erri De Luca, Les visages de Scampia.

Una poesia di Davide Cerullo, letta da Elisabetta Zampini

Sperando che dopo questa notte oscura,
ritorneranno i giorni della lentezza,
della tenerezza,
della compassione,
della leggerezza,
impareremo a guardare le cose con gli occhi dei bambini.
Le ceneri dei nostri morti saranno fiori sulle nostre finestre,
lucertole al sole sulle porte delle nostre case,
il loro silenzio racconto a sera sotto le stelle,
ogni albero porterà il loro nome,
nomi che andranno da orecchio a orecchio
saranno letti da quelli non ancora nati
e resteranno come eredità,
come il bacio più bello dato dalla vita,
saranno poeti,
continueranno per sempre a parlarci.

(da Davide Cerullo, L’orrore e la bellezza. Storia di una storia, AnimaMundi edizioni, Copyleft 2021, p. 13)

Saluti finali

Maria Ramunno

Esprimo gratitudine a nome di noi tutti per per questa serata e per tutto quello che l’ha preceduta, per la tua disponibilità, per la tua gentilezza. Veramente facciamo nostro questo invito ad abitare poeticamente il mondo, il nostro mondo, il mondo della scuola, il mondo del nostro essere educatori vicino ai bambini, vicino ai nostri colleghi e vicino alle famiglie dei bambini. Siamo contenti se, attraverso questo incontro e attraverso la registrazione di questo incontro, abbiamo contribuito a far volare quel polline dell’ape che si posa sulla corolla di fiori e che porta nuova vita, che porta nuove ragioni di speranza, che porta la voglia di impegnarsi che oggi tu ci hai trasmesso, Davide. Grazie di cuore.

Davide Cerullo

Va bene, andiamo a dormire, allora. 🙂 
Grazie a voi. Grazie tante. State bene. Un abbraccio alla vostra vita.

 




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