Ultima modifica: 6 Aprile 2022

1. Chi è Davide Cerullo

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Registrazione e primi materiali1. Chi è Davide Cerullo – 2. L’idea dell’Albero delle storie3. I libri, i bambini, l’albero e gli animali4. La scuola e maestro Daniele5. Andando per scuole. E non solo6. La mancanza delle istituzioni, noi e la forza della poesia7. Dell’Albero delle storie. Ma anche di rami, asinelli e vento8. Sulla riconsegna del nome Davide9. Come è possibile contattarti?10. Stralcio da L’orrore e la bellezza: incontri speciali11. Alcune fotografie e una poesia

Audio dell’intervento di apertura con presentazione di Davide Cerullo

Maria dice…

Grazie a tutte a tutti della presenza; presenza, che come mi piace dire, in italiano equivale a dono, come in altre lingue: essere presenti e sapersi donare a chi sta con noi e condivide un luogo, un’attività.

Davide è stato gentilissimo; ci siamo sentiti dal mese di novembre, ci siamo fatti gli auguri per Natale e per l’anno nuovo, abbiamo organizzato la sua presenza stasera, per la quale siamo profondamente grati.
Come ho detto nell’incontro di oggi pomeriggio alle 18, ho iniziato il mio primo collegio docenti con una sua citazione, nel 2016 a Massa, che riguardava proprio la l’importanza della cura. Non tutti lo conoscevano nel 2016, ma già qualcuno sì anche a Massa.
Da nord a sud, ma anche in Francia, Davide Cerullo è un nome noto; ha pubblicato otto testi, che sono insieme prosa e poesia; inoltre, Davide è un fotografo; i suoi ritratti dei volti e degli sguardi dei bambini della sua realtà educativa sono ben conosciuti. Davide ha anche un suo account social; anzi, un paio di account e dialoga anche attraverso le sue foto che ci propongono gli sguardi dei bambini che ci sanno sorprendere con la loro gioia, le loro emozioni, la loro ricerca di incontro, attraverso questo stesso sguardo, che è intensità e intenzione di relazione.

Davide è un educatore; quindi, noi ci siamo rivolti a lui proprio per la vicinanza della nostra missione di insegnanti con la sua attività così importante, così bella, vicino ai bambini, e non solo, vicino alle loro mamme e alle loro famiglie. Davide ci porta la sua storia, la sua storia bella, perché, come tutte le storie belle, nasce in quel territorio dove si affiancano luci e , per dirla con il titolo della sua ultima produzione, L’orrore e la bellezza, e che spesso troviamo vicine, vicinissime, contigue, ma, come ad esempio il cemento ricopre in maniera brutta un luogo, ecco, in quello stesso luogo una crepa lascia fuoriuscire un fiore che resiste, ha speranza e dona speranza a chi lo incontra e a chi lo osserva.

Ecco, vorremmo cominciare, Davide, ad ascoltare tuo racconto sull’avvio della tua attività di educatore. A te la parola storia credo che piaccia particolarmente, perché la tua Onlus, la tua ludoteca, si chiama L’albero delle storie; ecco, credo che vogliamo tutti ascoltare dalle tue parole l’avvio di questa attività e come mai nella tua vita a un certo punto hai sentito l’urgenza di intraprendere questo percorso.

Davide Cerullo: libri pubblicati

Stralcio home page sito Albero delle storia (link al sito web)L’Albero delle Storie

Le radici dell’Albero delle Storie sono nella storia personale di Davide Cerullo: nato e cresciuto a Scampia, Davide si emancipa dalle trame della malavita e trova il suo riscatto nella poesia, nella fotografia, nell’educazione. Una storia di resistenza contro le forme di oppressione, di isolamento, di omertà. Un luogo di dialogo, di partecipazione comunitaria, di riscatto di un’infanzia negata dall’oppressione del sistema della criminalità organizzata. Un luogo che  restituisce ai bambini del quartiere quei diritti che gli sono stati a lungo negati: il diritto all’infanzia, al gioco, all’ascolto, al dialogo, il diritto ad abitare luoghi sani e felici.  Albero delle storie è pedagogia della resistenza (dal sito www.alberodellestorie.com/)

Dicono di lui

Erri De Luca (dal sito L’albero delle storie)

Ascolta la citazione, letta da Elisabetta Zampini

Davide è un tizzone scampato a un incendio. Succede a legni che si battono contro il fuoco. Cresciuto nel quartiere della droga, dal fondo di prigione ha trovato il suo nome scritto nella Bibbia: Davide! Ha staccato di nascosto le pagine, le ha lette e da lì è cominciata una persona nuova. La sua storia canta come la prima rondine, profuma come il pane. Ultima coincidenza col Davide della Bibbia: anche lui da bambino è stato pastore di pecore del padre.

Erri De Luca (prefazione libro L’orrore e la bellezza)

Davide Cerullo è stato pastore da bambino, un mestiere che ha fornito diverse figure alla storia sacra.
Davide, primo re d’Israele in Gerusalemme, era stato guardiano di greggi di suo padre. Con lui coincide anche nell’impulso a scrivere. Quello antico componeva salmi, questo moderno scrive qui un libro.
Davide non scrive per istinto, per dote avuta in sorte, ma per conquistato titolo di autore. Le sue storie fanno alzare gli occhi dalla pagina e danno a chi legge un lancio nei suoi propri ricordi.
Le sue storie suggeriscono al lettore quello che ha di sé dimenticato.
Davide scrive il tempo degli sforzi di un quartiere di farsi coraggio, d’inventare momenti di comunità, di sostegno ai bambini, a fondamento di un altro futuro. Sono i momenti, piccola minoranza nel peso dei giorni, a dare loro un verso, il senso di una nuova appartenenza.
Sono i momenti a fare breccia e cambiare l’ossigeno nell’aria.
Oggi Scampia è il nome di un esperimento valoroso. Davide è il cronista che ha contribuito alla trasformazione del suo luogo in simbolo.
La sua storia è contemporanea dell’unico valore che posso attribuire alla parola progresso: non l’ultimo modello di telefono, ma la ricostituzione di cittadinanza, tolta alla sudditanza sia alla malavita che all’inerzia dei pubblici poteri.
Questo libro è cronaca e profezia della vita di un uomo e del civile popolo di Scampia.
Erri De Luca
(dalla prefazione a L’orrore e la bellezza. Storia di una storia, AnimaMundi edizioni, Copyleft 2021, p. 5)

Christian Bobin (da Visages de Scampia)

Caro Davide Cerullo,
ho letto e visto i visi che hai tirato fuori dagli inferni – quei bambini, i cui occhi brillano della saggezza delle tenebre. Amo profondamente le tue parole e il tuo modo di affrontare questa vita prendendoti cura del più fragile che è anche invincibile. Sono contento che tu esista. Il denaro, le armi sono fantasmi. La bontà, cioè l’intelligenza della vita mortale, è l’unica vera realtà. Come te, credo che la bellezza salverà il mondo e che la poesia sia necessaria come il sole, il pane e l’acqua. Non lo credo: lo so.
Mandelstam dice che “i fiori non conoscono la morte”. Ma questo vale anche per il cuore dei viventi. Forse conosci questa frase di Marguerite Porete. è una mistica del XII secolo, bruciata dalla Chiesa per eresia. Dice questo, che mi toglie il fiato: “Nessuno può essere considerato uno trascurabile, poiché tutti sono chiamati a vedere il volto di Dio”. È a questa frase che penso quando vedo i “tuoi” bambini.
Ti trasmetto tutta la mia amicizia,
Christian Bobin
(da Visages de Scampia. Con testi di Christian Bobin, Erri De Luca, Ernest Pignon-Ernest, Gallimard, pp. 8 e 9)




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