Ultima modifica: 13 Aprile 2022

5. Ilaria Chiara Maggio

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Registrazione e primi materialiPoesia di benvenuto1. Nicoletta Bertelle2. Bimba Landmann3. Elsa Assolari4. Marianna Vaccalluzzo5. Ilaria Chiara Maggio6. Marzia Cassandro7. Sara Corti8. Loretta Serofilli9. Un seme amico che vola10. Disegni e parole di pace

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Estratti

 Quindi, magari, arrivati in quest’Isola dell’Amore, quello che facciamo è di sentirci al sicuro in un cerchio, che simbolicamente diventa il nostro spazio sacro in cui andiamo in giro ad esplorare.

(…) c’è il volare con la fantasia; è una cosa che i bambini, anche quando giocano da soli, fanno e, quando sono in gruppo, ancora di più. Volano insieme, fanno volare anche me, ed è magnifico, meraviglioso. E poi l’abbraccio. Nell’ultimo incontro che abbiamo fatto, abbiamo lavorato proprio su questo stare: questo stare in uno spazio insieme, nello spazio del cuore, e i bimbi stanno starci benissimo. E quando io li incontro, perché ritorno a fare il nostro laboratorio, loro mi abbracciano, mi stringono, mi ringraziano.

Ad esempio, in questo lavoro, dove abbiamo lavorato sulle forze del cuore attraverso anche il cerchio, alla fine abbiamo disegnato una bolla in cui mettere tutto ciò che ci può regalare un sorriso, tutto ciò che ci può far star bene, cioè quel quella parte inviolabile di cui parlava prima Bimba, in cui possiamo sentirci, in cui possiamo sempre ritornare.

Ilaria Chiara MaggioIlaria dice…

Buonasera a tutti, sono molto onorata di essere qui con voi e di poter raccontare quello che faccio con il mio lavoro di danzaterapeuta e di educatrice di sostegno. Vivo la scuola in questi due modi e attingo da tutte e due le risorse, ovviamente.
Da quando ho regalato alle mie figlie Mappe delle mie emozioni, sono rimasta folgorata da questo libro che è diventato un mio strumento di lavoro. È diventato uno strumento che ispira i miei incontri con i bambini. Ultimamente in questi ultimi due anni incontro bambini dell’età della scuola dell’infanzia, dei 3-6 anni, e quello che faccio è di proporre dei viaggi con loro in cui, ispirati a queste mappe, mettiamo in movimento attraverso degli stimoli che possono essere degli oggetti che fanno parte del metodo Maria Fux, che è il metodo con cui mi sono formata, e che portano a far esprimere al bambino la sua danza, unica, innata, la sua danza naturale e libera. Per poterla custodire e mantenere con la crescita, con quello che poi si tende a perdere, quello che cerco di passare ai bambini è di mantenere intatta la loro creatività, il loro cuore sacro. Ed è quello che io ho ritrovato sia in Mappe delle mie emozioni che nell’Enciclopedia dei miei amici immaginari.

Ho il privilegio di poter stare accanto al cuore creativo dei bambini e di creare insieme a loro ogni volta dei viaggi. Di solito partiamo proprio con una corda. Io dico ai bambini che saliamo su una barca e con delle canne di bambù remiamo e andiamo verso, ad esempio, le Terre della Speranza o l’Isola dell’Amore, come è capitato martedì scorso. Quello che è incredibile è che i bambini subito sono lì sulla barca; loro volano con la fantasia in un attimo e insieme esploriamo attraverso il movimento, attraverso le mie proposte. Ogni volta c’è un percorso coerente che ovviamente io preparo prima, una traccia su cui voglio lavorare. Però, la cosa che mi piace sempre fare è quella di ascoltare ogni bambino, di ascoltare il gruppo che si crea nel momento e di farmi portare con loro in questo viaggio e cocreare insieme le scoperte che andiamo a fare in questo viaggio.

Insieme in un cerchio

Quello che facciamo è di sentirci al sicuro in un cerchio

Quindi, magari lavoriamo sul nostro spazio, come ho fatto recentemente; quindi, magari, arrivati in quest’Isola dell’Amore, quello che facciamo è di sentirci al sicuro in un cerchio, che simbolicamente diventa il nostro spazio sacro in cui andiamo in giro ad esplorare; e poi possiamo permettere al nostro compagno di entrare in questo spazio e, entrando in questo spazio, andiamo a sentire e ad esplorare con il movimento quello che sentiamo quando abbiamo vicino qualcuno: se abbiamo piacere, se non abbiamo piacere. se vogliamo addirittura abbracciarlo.
I bambini in queste sono incredibili, perché sono estremamente generosi, sono son così puri nel loro esprimere tutto quello che sentono. Quindi, attraverso anche le parole di questi libri, ci ritroviamo in luoghi in cui possiamo veramente sperimentare tutto quello che in quel momento invochiamo.

Danzare le aqcue

I bambini in questo incontro danzavano le acque; cioè tutto quello che l’acqua ci muove.

Evocano, ad esempio in questa immagine che state vedendo: sotto eravamo sulla barca, all’inizio, e poi alla fine, invece, se abbiamo utilizzato nel danzare dei teli, delle stoffe, dei tulle, dipende dalla proposta che faccio in quel momento. I bambini in questo incontro danzavano le acque; cioè tutto quello che l’acqua ci muove. E poi creiamo delle sculture effimere alla fine, dove rimettiamo in movimento, in atto, tutto quello che insieme abbiamo esplorato, ovviamente sempre sostenuti anche dalle musiche dai suoni naturali.

Queste due immagini, che sento molto care, sono quelle che sono nell’Enciclopedia dei miei amici immaginari, dove nello stare – viene raccontata in una parte lo stare insieme, tipo dell’amicizia – c’è il volare con la fantasia; è una cosa che i bambini, anche quando giocano da soli, fanno e, quando sono in gruppo, ancora di più. Volano insieme, fanno volare anche me, ed è magnifico, meraviglioso.
E poi l’abbraccio. Nell’ultimo incontro che abbiamo fatto, abbiamo lavorato proprio su questo stare: questo stare in uno spazio insieme, nello spazio del cuore, e i bimbi stanno starci benissimo. E quando io li incontro, perché ritorno a fare il nostro laboratorio, loro mi abbracciano, mi stringono, mi ringraziano. E questo è potentissimo; è proprio la soddisfazione il ritorno più grande, perché poi è sempre uno scambio comunque l’incontro.

Quello che mi piace pensare è che con questi due strumenti meravigliosi, che sento anch’io molto vivi, perché ogni volta, nonostante li abbia attraversati ed esplorati anch’io più volte, c’è quel qualcosa che trovo nuovo, con occhi nuovi. È proprio un movimento; portano movimento, portano tante possibilità, portano evocazione e stimolano la creatività anche di adulti, perché mi è capitato di usarli anche con adulti.

Alla fine del percorso insieme

Lasciare una traccia disegnata di quello che abbiamo vissuto e attraversato, in modo che non rimanga solo una memoria corporea del nostro viaggio

Alla fine di ogni incontro quello che faccio fare ai bimbi è questo: lasciare una traccia disegnata di quello che abbiamo vissuto e attraversato, in modo che non rimanga solo una memoria corporea del nostro viaggio. Ad esempio, in questo lavoro, dove abbiamo lavorato sulle forze del cuore attraverso anche il cerchio, alla fine abbiamo disegnato una bolla in cui mettere tutto ciò che ci può regalare un sorriso, tutto ciò che ci può far star bene, cioè quel quella parte inviolabile di cui parlava prima Bimba, in cui possiamo sentirci, in cui possiamo sempre ritornare. E i bimbi ce l’hanno ben presente, perché quello che hanno disegnato sono state delle cose molto specifiche: una bimba ha disegnato la mamma e la bimba che ballano, un bimbo ha disegnato le tagliatelle della nonna in bianco; cioè loro sanno, perché i bimbi sono loro i grandi maestri e io e sempre imparo tantissimo da loro. Sono loro a guidare me; è un andare insieme, è proprio un viaggiare insieme. E anche nella natura è sempre molto bello poter lavorarvi, perché la natura è di grande ispirazione sempre. E queste mappe si respirano ancora di più anche all’aperto: sento di dire questo.

E veramente grazie, Bimba, di questo mondo meraviglioso che posso far danzare anche, oltre che immergermi, oltre che leggerlo, guardarlo. Mi è capitato anche con bambini che seguo a scuola, perché hanno delle difficoltà, di poterli tranquillizzare anche solo con la vista di certe mappe. Quindi li trovo veramente degli strumenti potentissimi.
Grazie, veramente grazie di questa possibilità di avere potuto condividere ciò che faccio, Vi ringrazio tanto.

Bimba Landmann: grazie, Ilaria, davvero sono ancora più commossa. Questa sera è impegnativo, credo, per me e per Nicoletta, perché una restituzione veramente incredibile è arricchita, tantissimo arricchita, di vita, della vostra vita, delle vostre esperienze che veramente mettono ancora più valore, tantissimo valore, a quello che facciamo; per cui grazie di cuore, davvero grazie.

Bice Buzzelli: posso su dire una cosa? Adesso sembro la solita chiacchierona: è un difetto, ma è un pregio. Come ho scritto pure nella chat, sono grata perché vedo tante persone e ognuna con il suo linguaggio riesce ad arrivare a ciascuna di noi. Anche io mi sono commossa prima e adesso anche nel vedere questo lavoro di danzaterapia. Ognuno di voi ha una specialità che però fonde. Io credo sempre al fatto quando uno dice “io faccio la fotografa” o “io faccio il pittore”… non vuol dire niente, perché in realtà l’arte ha diversi linguaggi che si fondono l’uno con l’altro e la narrazione con l’illustrazione è proprio il seme, appunto per ritornare anche discusso del seme, da cui possono partire tutti i linguaggi artistici: dal teatro alla musica, la danzaterapia, la pittura. Che bello; sono contenta di avere trovato questa cosa per caso. Bellissimo. Entusiasmo a mille.

Galleria di immagini

Chi è Ilaria Chiara Maggio

Ilaria Chiara Maggio è danzaterapeuta con metodo Maria Fux.




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