6. Marzia Cassandro
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Registrazione e primi materiali – Poesia di benvenuto – 1. Nicoletta Bertelle – 2. Bimba Landmann – 3. Elsa Assolari – 4. Marianna Vaccalluzzo – 5. Ilaria Chiara Maggio – 6. Marzia Cassandro – 7. Sara Corti – 8. Loretta Serofilli – 9. Un seme amico che vola – 10. Disegni e parole di pace
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Estratti
Abbiamo respirato insieme, abbiamo lavorato insieme, abbiamo dipinto insieme, ci siamo presi cura l’uno dell’altro insieme, abbiamo fatto piccoli giochi in cui comunque ogni giorno c’era un qualcuno di cui prendersi cura in modo particolare; ogni settimana c’era un compagno in anonimato di cui prendersi cura, finché non siamo arrivati anche a quello che vedete in questo momento.
E mi correggono se io dico magari anche in modo sbagliato “dobbiamo prenderci cura di noi”, “no, maestra, dobbiamo prenderci cura di te” e quindi della persona accanto e anche di me e lo fanno, me lo fanno sentire..
Abbiamo anche qui lavorato tantissimo; l’hanno divorato, rapiti dai colori, rapiti da questo decalogo incredibile di vari amici immaginari; di come possa ognuno di noi arrivare alla costruzione del proprio amico immaginario, come ognuno di loro in realtà già ce l’aveva dentro e l’ha tirato fuori.
Marzia dice…
C’era una volta un minuscolo seme. Era così piccolo nel vasto mondo che si sentiva sperduto. Sentirsi piccoli e sperduti: ecco, siamo partiti da qui, o meglio, forse, io sono partita da qui, perché vorrei parlare in realtà di entrambe i libri, di Nicoletta di Bimba, perché ho utilizzato i loro libri, ma partono da un bisogno mio.
Sarà molto egoistica la cosa che sto dicendo adesso; mi dispiace, scusate, forse non parto dai bambi, ma parto dalla mia pancia, che parla tanto tanto di questa roba qui. E parto dal fatto che dopo anni e anni di lavoro come specialista di inglese, ho sentito fortissima necessità di ritornare finalmente con la pancia con i miei bimbi. Non che l’inglese non me lo permettesse, ma l’urgenza era veramente molto forte per me di ascoltarli e ascoltare me attraverso loro.
Ho incontrato il libro di Nicoletta il momento molto delicato della mia vita, lo scorso anno, mentre facevo su e giù dalla mia terra, dalla Puglia, e l’ho incontrato alla Feltrinelli di Milano alla Stazione Centrale. Mi sentivo veramente molto sola in quel momento, molto persa, un po’ come quel semino. Preso al volo e mi ha fatto compagnia durante il viaggio; divorato, ovviamente, e portato a scuola dai miei bimbi.
Siamo partiti proprio da lì, dal sentirci così piccoli e sperduti. E io, come loro, e perché loro lo sono: sono tanto fragili, ma anche tanto potenti. Abbiamo parlato tanto, abbiamo divorato quel libro; ci siamo soffermati su ogni immagine, su ogni parola e abbiamo parlato tanto tanto tanto. Siamo andati anche sotto il nostro albero, dove chiacchieriamo sempre tantissimo, anche in pieno inverno quando fa freddo. E abbiamo parlato del prendersi cura, di cosa significa e abbiamo fatto anche piccole improvvisazioni. La collega che mi ha preceduta parlava appunto di danzaterapia, io vivo di scuola, ma vivo anche di teatro, del quale non riesco fare a meno: una cosa nutre l’altra, perché non potrei vivere senza l’uno e senza l’altro, perché tutto quello che imparo dai miei bimbi me lo porto a teatro e tutto ciò che apprendo a teatro lo porto con i miei bimbi. Quindi è nato tutto nello stesso calderone.
Abbiamo respirato insieme, abbiamo lavorato insieme, abbiamo dipinto insieme, ci siamo presi cura l’uno dell’altro insieme, abbiamo fatto piccoli giochi in cui comunque ogni giorno c’era un qualcuno di cui prendersi cura in modo particolare; ogni settimana c’era un compagno in anonimato di cui prendersi cura, finché non siamo arrivati anche a quello che vedete in questo momento.
A me piace tantissimo anche l’arte; mi piace dipingere tantissimo; quindi con loro abbiamo portato fuori su fogli quelle che erano appunto le emozioni, quelle che erano le sensazioni provate durante la lettura. Il vivere questo libro. Abbiamo creato che queste note musicali, questa piccola capinera. Ognuno ha fatto la sua; anche dall’altra parte è tutto dipinto. Li abbiamo montati su dei mobile, che abbiamo fatto volare anche nel giardino della scuola; non so se si vede video, giusto per avere una piccola idea.
È stato molto molto emozionante; è vero c’è una specie di mantra in questo libro, Avrò cura di te. Ogni tanto lo tirano fuori, ma non tanto come titolo, proprio come prendersi cura l’uno dell’altro. E mi correggono se io dico magari anche in modo sbagliato “dobbiamo prenderci cura di noi”, “no , maestra, dobbiamo prenderci cura di te” e quindi della persona accanto e anche di me e lo fanno, me lo fanno sentire. Ecco, queste sono le loro manine.
Passo, anche velocissimamente, perché vorrei dare anche spazio a Sara, al libro di Bimba. È stato anche qui un discorso un po’ egoistico il mio, perché partiva da necessità molto forte di far parlare loro di quello che è il loro mondo, ma anche far parlare del mio mondo, che forse non sono mai riuscita a tirare fuori più di tanto, e di quello che è sempre stato il mio amico immaginario di quando ero bambina. E quindi mi sembrava assurdo che finalmente qualcuno ci avesse pensato e che esistesse un qualcosa che potesse permettermi di parlarne con i miei bimbi. Abbiamo anche qui lavorato tantissimo; l’hanno divorato, rapiti dai colori, rapiti da questo decalogo incredibile di vari amici immaginari; di come possa ognuno di noi arrivare alla costruzione del proprio amico immaginario, come ognuno di loro in realtà già ce l’aveva dentro e l’ha tirato fuori. Abbiamo fatto ovviamente anche dei lavori di Italiano, perché sono in seconda e quindi l’ho sfruttato, diciamo, per il discorso del testo descrittivo.
Ci siamo presi cura, e quindi è qui tornato anche il libro di Nicoletta Bertelle, dell’amico immaginario appena nato, finché non ha preso veramente forma e ha preso forma in dei ritratti che loro hanno fatto; anche qui abbiamo messo fuori i colori dei loro amici immaginari e poi hanno dipinto il ritratto del loro amico immaginario.
Ognuno di loro ha fatto il proprio e mi ha spiegato perfettamente che cosa fa con quell’amico immaginario, quando questo amico immaginario viene a trovare loro e dove. Ecco, il dove è stato importante, perché c’è stata anche la costruzione – era stata fatta anche in precedenza, ma si è incastrato tutto perfettamente –
Questo è il risultato. Io sono emozionata di tutto il lavoro che loro sono riusciti a fare. Sono due libri molto molto forti molto, importanti. Quello che vedete anche adesso è un pannello nato l’anno scorso che si è ampliato ancora di più quest’anno; guarda caso anche sul pannello delle nostre emozioni e dei nostri sentimenti c’erano le meline che nascono ogni volta che c’è un qualcosa di bello e speciale che accade in aula, che accade tra di loro. Loro fanno nascere questo frutto che è la melina e tutto anche con il semino di Nicoletta.
Nicoletta Bertelle: Marzia, sei stata favolosa
Volevo nominare anche questo fantastico signore, che io non conosco. Si chiama Giovanni, qualcuno mi venga in aiuto, che ha dato il nome alla nostra fantastica valigia, che si chiama Valibra, che vola, che viaggia, che libra e che contiene – ci sono anche i libri di Nicoletta e di Bimba-, ma contiene il nostro momento di pausa.
Quando i bimbi hanno bisogno, vanno lì, leggono, prendono.
Dall’anno scorso, ho cominciato durante il lockdown, mando loro dei video mentre leggo dei libri, lo faccio mentre sono nella natura, anche con la mia amica Sara che arriverà subito dopo di me. E questo è il nostro amico immaginario, che in realtà è partito dall’anno scorso, dall’inizio della prima: la nostra Matilde, che è una volpe; e che è sparita durante l’anno, l’anno scorso, e mandava loro queste foto in giro per i parchi, in giro per la natura, in macchina con me. Non mi vedevano, perché non sapevano però io dicevo che Matilde ogni tanto appariva e mandava loro dei messaggi. E Matilde è sempre con noi. Quindi, il nostro amico immaginario è partito molto tempo prima. E il prendersi cura di Matilde; tra un po’ arriverà con i suoi volpacchiotti, ma ancora non lo sanno i bimbi, perché si è data da fare. Insomma, stiamo lavorando tanto anche sulla natura degli animali e sul rispetto assoluto per loro e per la natura. C’è tutto un lavoro che continua e continuerà fino alla quinta.
Bimba Landmann
Che meraviglia!!
Nicoletta Bertelle
Marzia, magnifica, davvero. Che bellezza! Questo è lo scopo per cui noi amiamo fare libri: per poi sorprenderci e incantarci a vedere tutto questo, è incredibile.
Bimba: è un ritorno veramente pazzesco per noi, veramente commovente, perché neanche pensandoci riusciremmo … + proprio il bello che l’altro è un altro mondo e crea qualcos’altro ancora
Nicoletta: sì, è questa è la magia. Lo scrittore mette la sua storia, quindi tutta la sua interiorità, l’illustratore anche ci mette la sua missione, il suo mondo, e poi? E poi, quando questa storia va nelle mani di un bambino, di ogni insegnante, di una persona, adulta o piccola che sia, questa rilettura, che diventa altro, è una cosa che veramente mi destabilizza il cuore. È magnifico: non si finisce mai di creare. E questo è meraviglioso.
Marzia: grazie a voi. Io ci tengo a ringraziare da parte dei bimbi. Grazie a voi, ma come avevo già detto probabilmente a voi due, io parto, ma non so mai dove si va a finire.
Bimba e Nicoletta: anche a noi succede lo stesso.
Nicoletta: Con qualunque tecnica: tu parti da un punto, non sai dove vai; hai un sentimento, una gioia, un dolore, un’urgenza. Non puoi farne a meno, è la tua vita, però poi non sappiamo neppure noi dove andiamo esattamente. Non sempre, no, Bimba?
Bimba: certo; quasi mai direi…
Il video
Li abbiamo montati su dei mobile, che abbiamo fatto volare anche nel giardino della scuola.
Galleria di immagini
- Mobile di cura
- Cura, natura e voci di albero
- Manine di bimbi che come gesti di cura
- Amici immaginari tra fantasia e desiderio
- Il mio amico immaginario è…
- Prepariamo i volti
- Il mio amico immaginario è colorato
- Casette immaginarie per fare posto
- E, vicino, un albero a dare pace
- La valibra
- Matilde, la nostra amica vera
Chi è Marzia Cassandro
Marzia Cassandro è insegnante della scuola primaria Copernico dell’istituto comprensivo Copernico di Corsico (MI)





















