7. Sara Corti
Sfoglia l’indice dei contenuti
Registrazione e primi materiali – Poesia di benvenuto – 1. Nicoletta Bertelle – 2. Bimba Landmann – 3. Elsa Assolari – 4. Marianna Vaccalluzzo – 5. Ilaria Chiara Maggio – 6. Marzia Cassandro – 7. Sara Corti – 8. Loretta Serofilli – 9. Un seme amico che vola – 10. Disegni e parole di pace
Audio del suo intervento
Estratti
A me piace moltissimo iniziare ogni giornata scolastica con la lettura di un libro. C’è il momento della lettura personale fatta dai bambini; ognuno di loro ha il proprio libero nello zaino e lo tira fuori in quel momento e c’è il momento della lettura da parte dell’adulto. Sono momenti differenti ovviamente, entrambi importantissimi. Lo chiamiamo La colazione di lettura.
Gli amici immaginari sono i bambini; sono l’espediente attraverso cui i bambini si descrivono, raccontano tutto quello che hanno scritto, hanno raccontato del loro amico immaginario e di come è il loro amico immaginario. Che cosa fa con loro il loro amico immaginario è quello che il bambino vorrebbe raccontare di sé stesso. Lo fa più volentieri attraverso questo alter ego che è l’amico immaginario. Sono la loro forza e il loro coraggio.
Mi godo la giornata, non me ne frega nada, mi bevo la cioccolata…Finita la canzone, non trovammo più i nostri amici immaginari: quella era tutta una messinscena. I nostri amici avevano infatti invitato tante persone che adesso ci stavano applaudendo. Grazie a loro, eravamo diventati dei veri artisti rap!
Sara dice…
Buonasera a tutti. Io insegno in una classe terza primaria.
A me piace moltissimo iniziare ogni giornata scolastica con la lettura di un libro. C’è il momento della lettura personale fatta dai bambini; ognuno di loro ha il proprio libero nello zaino e lo tira fuori in quel momento e c’è il momento della lettura da parte dell’adulto. Sono momenti differenti ovviamente, entrambi importantissimi. Lo chiamiamo La colazione di lettura. In molte delle nostre colazioni quest’anno abbiamo gustato Bimba Landmann. Questi libri sono sempre a disposizione: anche il libro delle Mappe delle mie emozioni, l’Enciclopedia dei miei amici immaginari sono sempre a disposizione dei bambini, che, nel momento in cui anche finiscono un’attività, desiderano proprio prenderli, anche perché, avendo lavorato tanto su questi libri, loro li amano. Per cui è bello per loro prenderli e ogni volta trovano qualcosa di diverso che vengono a farmi vedere. Vengono a farmi notare le cose che loro per primi hanno notato.
A me piace moltissimo iniziare ogni percorso, ogni percorso didattico, con un libro. E l’Enciclopedia degli amici immaginari quest’anno è stato proprio lo spunto motivazionale per lavorare sia sul testo descrittivo. come già ha detto Marzia. e anche, in terza, sul testo fantastico. Quest’anno abbiamo un’attività che noi chiamiamo Giovedì scrivo e consiste nel fatto che tutti i giovedì noi dedichiamo delle ore alla scrittura e i bambini me lo ricordano, perché a loro piace tantissimo scrivere.
Scriviamo partendo anche da delle letture, scriviamo partendo anche da cose che abbiamo letto e che a noi hanno lasciato dentro qualche cosa, per cui sono degli spunti per poter scrivere. intanto Alberto sta facendo vedere delle specie di lapbook, chiamiamoli così, anche se in realtà sono solo dei fogli grandi su cui i bambini alla fine del percorso hanno sintetizzato un pochettino tutto quello che abbiamo fatto.
I bambini amano moltissimo gli amici imaginari. Ecco, questo lavoro allora è piaciuto tanto, perché non si stancano mai di riprodurli, di produrre amici immaginari attraverso i disegni, attraverso le parole che li descrivono, li rendono veri. Rendono veri i loro amici attraverso le loro descrizioni. Hanno disegnato e descritto i loro amici con le loro case, le case in cui vivono e i paesaggi che vedono guardando dalle loro finestre.
Quindi, noi, di volta in volta, siamo partiti dagli amici che hanno fatto i ritratti; e qui appunto in questo lapbook abbiamo un po’ sintetizzato un lavoro che è andato avanti però per diversi mesi. Poi, come ho suggerito loro, siamo andati a vedere insieme il sito del museo. Loro hanno voglia di poter inviare i loro ritratti al museo. Bimba per loro è un’amica, perché sanno che io ti conosco e che siamo in amicizia, e quindi hanno ricevuto anche da te qualche messaggio. Per loro Bimba è un’amica; si sentono importanti perché sono tuoi amici tramite me e quindi loro hanno proprio il desiderio di inviarti, di inviare al museo che tu hai creato su internet i loro ritratti. Ho dato loro ovviamente tutte le indicazioni per poterlo fare assieme ai loro genitori, perché mi sembra corretto e giusto che sia così.
Quindi, su questo lapbook hanno sintetizzato il lavoro di mesi, che ci ha permesso di descrivere i loro amici, di costruire, anche attraverso proprio i cartoncini colorati, attraverso collage – abbiamo utilizzato tutte le tecniche che la fantasia ci suggeriva – di costruire le case degli amici immaginari e di aprire le finestre delle case per guardare fuori e vedere anche il panorama, il paesaggio.
Tutto questo è stato sia disegnato – prima si parte dal disegno – e poi anche raccontato e descritto. I bambini poi hanno raccontato anche che cosa fanno insieme ai loro amici immaginari e come si sentono quando sono con loro. Gli amici immaginari sono i bambini; sono l’espediente attraverso cui i bambini si descrivono, raccontano tutto quello che hanno scritto, hanno raccontato del loro amico immaginario e di come è il loro amico immaginario. Che cosa fa con loro il loro amico immaginario è quello che il bambino vorrebbe raccontare di sé stesso. Lo fa più volentieri attraverso questo alter ego che è l’amico immaginario. Sono la loro forza e il loro coraggio.
Abbiamo fatto scrivere anche dei testi fantastici, in cui hanno raccontato le loro avventure con i loro amici immaginari. Ne ho scelto uno da leggervi. Ho scelto questo testo perché è di un bambino che racconta come attraverso l’amico immaginario ha avuto il coraggio di fare qualcosa; magari l’ha fatto attraverso questa avventura fantastica ma è un po’ il suo desiderio. Ma c’è voluto l’amico immaginario perché gli permettesse di fare questa cosa e questa cosa è un sogno che lui e i suoi amici coltivano durante l’intervallo: quello di fare i cantanti, naturalmente cantanti rap. Loro si mettono lì e scrivono le loro canzoni e poi vorrebbero avere un pubblico che li ascolti. Siccome sono un pochino timidi da questo punto di vista, ecco che nel racconto gli amici immaginari hanno permesso loro di fare questa cosa. Ve lo posso leggere? Non è lungo. Ho chiesto il permesso al bambino, che è molto felice che io questa sera possa leggere il suo racconto a voi:
“Erano le dieci e trenta di sera, era da poco finita la partita del Napoli e dovevo andare a letto. Ormai tutti in casa erano sotto le coperte. Ad un certo punto, mi sono sentito trasportare in un luogo dove c’era tanta gente; ho aperto gli occhi e ho visto in palco, gli amici immaginari dei miei amici Cecco e Niccolò e il mio, che mi stavano guardando e mi hanno detto: “Forza, dovete cantare per noi!” Così abbiamo cantato una delle canzoni che abbiamo scritto noi negli intervalli a scuola. Nome del brano: Nada.
Mi godo la giornata, non me ne frega nada, mi bevo la cioccolata…Finita la canzone, non trovammo più i nostri amici immaginari: quella era tutta una messinscena. I nostri amici avevano infatti invitato tante persone che adesso ci stavano applaudendo. Grazie a loro, eravamo diventati dei veri artisti rap!”
Bimba Landmann: bellissimo!
Alberto: Bella questa spontaneità dei bambini; come vedete, questi amici poi rivivono attraverso i sogni, i pensieri, le proiezioni di tutti noi, anche ovviamente soprattutto dei bambini e delle bambine.
Doveva essere con noi anche un’altra fantastica maestra di Alberobello, Rosa Ignisci. Nicoletta mi ha detto che non avrebbe potuto partecipare; quindi, comunque la salutiamo e la ringraziamo. Non ci sei, vero, Rosa? Perché, se ci sei, a questo punto ti do la parola, però so che avevi un impedimento reale. Rosa anche lei lavora molto sugli albi in questo caso di Nicoletta e fa volare questi semi rendendoli proprio come qualcosa di vivo attraverso anche l’idea dell’orto e della custodia dell’orto della sua scuola dell’infanzia.
Galleria di immagini
Chi è Sara Corti
Sara Corti è insegnante della scuola primaria Copernico dell’istituto comprensivo Copernico di Corsico (MI)











