Ultima modifica: 13 Aprile 2022

8. Loretta Serofilli

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Registrazione e primi materialiPoesia di benvenuto1. Nicoletta Bertelle2. Bimba Landmann3. Elsa Assolari4. Marianna Vaccalluzzo5. Ilaria Chiara Maggio6. Marzia Cassandro7. Sara Corti8. Loretta Serofilli9. Un seme amico che vola10. Disegni e parole di pace

Audio del suo intervento

Estratti

Sono molto molto felice di essere stata catapultata dal pubblico per parlare velocemente di un mio libro insieme a queste mie amiche, mie compagne di viaggio, di sogni e che ho conosciuto tramite Štěpán Zavřel (…) ha creato ponti anche fra noi e diciamo che i ponti che ha creato fra di noi noi li frequentiamo molto, perché ci sentiamo veramente molto vicine nel lavoro, molto vicine nel cuore.

 Anzi, ha già risolto il problema della guerra, perché ci mostra come possiamo fare, ci mostra quello che fa lei, cioè coltiva nel cuore dei pensieri positivi: guarda, osserva le cose belle, ci vive insieme e le racconta agli altri. Le condivide. Quindi, è come coltivare nel cuore un giardino.

Quindi, c’è questo scambio, questa contaminazione. Anche per me, quando mi dicono che il libro è finito finalmente, no; il libro, quando è così, comincia la sua vita. E quante storie ci sono dentro: tante come i bambini che le leggeranno. (…) E ringrazio Stefan, perché lo sento e so che è qua con noi.

Loretta SerofilliLoretta dice…

Voglio dire che sono molto molto felice di essere stata catapultata dal pubblico per parlare velocemente di un mio libro insieme a queste mie amiche, mie compagne di viaggio, di sogni e che ho conosciuto tramite Štěpán Zavřel. Non so se ne avete parlato, perché sono entrata un po’ in ritardo. I creatori di ponti fra le persone (…) ha creato ponti anche fra noi e diciamo che i ponti che ha creato fra di noi noi li frequentiamo molto, perché ci sentiamo veramente molto molto vicine nel lavoro, molto vicine nel cuore, pur lavorando in modo molto diverso.

Copertina di Guerra lasciaci in pace!

Guerra lasciaci in pace! di Alberto Benevelli e Loretta Serofilli, Corsiero editore

Adesso mostro un libro, scritto da Alberto Benevelli e illustrato da me, edito dalla Corsiero editore e che si intitola Guerra lasciaci in pace, ma non è vero, perché c’è un punto esclamativo; quindi, si intitola: Guerra, lasciaci in pace! Ecco, è questo che diranno i personaggi.

Uno dice: cosa c’entra questa bambina che disegna, meravigliosa, che sorride con la guerra? È infatti c’entra proprio con la pace. In più non sta disegnando su un foglio, ma è completamente dentro al foglio; si sta come disegnando il suo mondo, che lei ama, in cui lei vive e che vuole preservare, custodire e difendere da un’eventuale guerra. Allora, pensavo di leggervene qualche pagina tanto per farvi vedere come è. Ecco, riuscite a vedere così?

Ciao, io sono una bambina (…)
Oggi la maestra ci ha affidato un nuovo compito per casa.
Ha detto: “Scrivete una cosa stupenda per qualcuno”.
Poi, ha continuato; “A chi volete scriverla?”
Alcuni miei compagni hanno risposto: “Alla mia nonna.” “Alla mia sorellina.”
“Al mio migliore amico.”
Quando è stato il mio turno, ho detto “Alla guerra”.
Non so perché, ma la maestra ha fatto una brutta faccia.
Mi ha guardato proprio male! Poi, con una voce severa e stupita
mi ha chiesto: “Vuoi scrivere una cosa stupenda alla guerra?”
Proprio così: lo voglio fare.

Tante, tantissime cose stupende.

Cara signora guerra, buongiorno!
Io ti voglio raccontare una cosa stupenda:
Il signor Ugo, che è un signore con un cappello molto buffo e la pancia grossa, ogni giorno va al parco col suo cagnolino.
Il suo cagnolino e il signor Ugo sorridono a tutti.
Il signor Ugo e il cagnolino sono una cosa stupenda,
Però, guarda cosa succede quando arrivi tu!”.

“La vedi, signora guerra, la città è una cosa stupenda; guarda però cosa accade quando passi tu!”.

Ci sarebbe poi quando racconta del cielo e dice “Guarda come diventa quando passi tu!”; poi racconta del mare, dei pesci, delle barchette e “guarda cosa succede quando nuoti tu!”

Quando passa la guerra in campagna

“E’ la campagna. E’ clama, ma quando sente il tuo grido…”

Sono dei disegni fatti molto molto semplici; ecco, poi, c’è la campagna: “Guarda cosa succede quando passi tu!”; poi c’è il fiore e un fiorellino dice “è passato un vento leggero che ha lasciato cadere un seme, guarda oggi è nato un fiore: è bellissimo, meraviglioso, colorato. Ma guarda cosa succede quando tu lasci cadere i tuoi segni!”.

(…) Questa bambina, che ha raccontato, poi ha deciso di fare delle letterine e di spedirle; le vuole spedire alla signora guerra, poi troverà un suo sistema, ma la cosa che mi era piaciuta molto quando ha letto questo testo – se non mi piace testo non riesco ad illustrarlo – era che, pur mostrando la guerra – e noi l’abbiamo fatto due anni fa quindi non è che avevamo in mente quello che sta succedendo, anche se già le guerre c’erano, solo che ora ce l’abbiamo guerra proprio qui col fiato sul collo e quindi diventa un messaggio molto potente – è che questa bambina in realtà ha già capito fin dall’inizio. Anzi, ha già risolto il problema della guerra, perché ci mostra come possiamo fare, ci mostra quello che fa lei, cioè coltiva nel cuore dei pensieri positivi: guarda, osserva le cose belle, ci vive insieme e le racconta agli altri. Le condivide. Quindi, è come coltivare nel cuore un giardino.

Lettera di pace

la bambina scrive una lettera alla signora Guerra

Adesso tutti mi chiedono come parlare della guerra, ma in modo positivo e cioè nel senso di mettere l’accento non sulla guerra, ma sulla pace. Cosa posso fare io per la pace? Questa bambina lo sa, è quello che fa; cioè coltiva nel suo cuore la pace, come coltivare un giardino. Allora, ci sono alcune insegnanti che l’hanno fatto proprio con dei fiorellini e li hanno messi dentro a dei vasi; ogni fiorentino era di un bambino e con questa collaborazione si è creato un giardino; c’è chi mi ha detto che vuole creare un giardino con i bambini a forma di cuore, facendo proprio piantare delle piccole piante. È una cosa interessante, perché il bambino capisce che ci vuole del tempo per fare queste cose; ci vuole del tempo anche per mettere il proprio cuore in pace e come si fa? Questa bambina coltiva i suoi pensieri positivi e quindi, come delle piantine, li innaffia, li ama, li cura. Sicuramente dentro il nostro cuore ci sono anche pensieri, delle ombre, pensieri di dolore, pensieri che non sono positivi, ma cercheremo di accoglierli e in qualche modo di trasformarli in qualcosa di positivo

Ad esempio, c’è stata una bambina, simpaticissima, in un laboratorio, che ha detto: “ma perché non facciamo dei cuori, non ritagliamo dei cuori di cartone e disegniamo dei fiorellini?”. Allora un bimbo dice: “sì, ma io sono arrabbiato, non voglio fare fiori”. E un altro dice: “e fagli una macchia nera vicino ai fiori”. E questo gli è piaciuto e ha fatto la macchia nera. Allora, un altro lo guarda e dice: “eh, però, sembra un gatto con la macchia”. “Uh, però, se gli metti dei petali intorno, sembra un bellissimo papavero!”. Ecco, così è nata questa cosa di poter trasformare noi, dentro di noi, il nostro cuore e anche queste emozioni, che sono negative o di dolore, ma soprattutto cercare di coltivare e di innaffiare i fiorellini. Ecco, quindi, l’idea era di puntare sulla parte proprio positiva; qui avrà un finale che è molto positivo, tra cui il nome della bambina.

Štěpán Zavřel, la foresta infinita

Štěpán Zavřel, la foresta infinita, edizioni AnimaMundi

Quando faccio questi libri e vivo a contatto con il testo per mesi mesi e mesi e, quindi, il testo diventa proprio il mio amico, cioè diventa un rapporto proprio forte. Scopro significati, magici, che Alberto non mi aveva assolutamente suggerito; quando glielo dico, lui mi dice: “guarda, non ci avrei mai pensato; non avevo mai pensato di fare questa cosa”. Quando poi racconto ai bambini la mia storia, anche loro mi dicono altre cose, cioè la storia diventa ancora un’altra. Quindi, c’è questo scambio, questa contaminazione. Anche per me, quando mi dicono che il libro è finito finalmente, no; il libro, quando è così, comincia la sua vita. E quante storie ci sono dentro: tante come i bambini che le leggeranno.

Questa è proprio la magia sia del libro che dell’arte; mi dispiace, avevo tante altre cose da dire, ma mi sembra che abbiamo condiviso un messaggio molto forte e importante, perché i bambini hanno paura e invece qui si mette l’accento su che cosa posso fare di positivo, perché se tanti lo facciamo, tanti cuori in pace insieme possono fare davvero un miracolo. Io questo lo credo. E ringrazio Stefan, perché lo sento e so che è qua con noi. Grazie.

Link utili

https://www.corsieroeditore.it/prodotto/guerra-lasciaci-in-pace-alberto-benevelli-loretta-serofilli/

Chi è Loretta Serofilli

La bambina e il fioreLoretta Serofilli è nata a Castelnuovo ne’Monti in provincia di Reggio Emilia, si è diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna e ha frequentato corsi di illustrazione alla Scuola Internazionale di Sàrmede.
Ha illustrato numerosi libri per l’infanzia con diverse case editrici, in Italia e all’estero.
È stata ideatrice della Mostra di Illustrazione Fiabesca, di Scandiano, per cui lavora da anni con Alberto Benevelli, autore di diversi suoi albi.

 




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