7. Silvia Vecchini e Sualzo: il fascino del minuscolo
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Registrazione e primi materiali – 1. Chi è Silvia Vecchini – 2. Il giuramento del poco poco – 3. Silvia Vecchini – 4. Eleonora Menghini – 5. Antonella Capetti – 6. Ilaria Gradassi – 7. Silvia Vecchini e Sualzo: il fascino del minuscolo
Intervento finale di Silvia Vecchini
Estratti
Saper intercettare, magari in un testo, in un romanzo, in una poesia, in un albo illustrato qualcosa che può essere utile ai bambini, che può essere bello condividere insieme, che nutrire ed alimentare questo luogo di pensiero e di emozioni che c’è dentro di loro … questa è l’intelligenza del cuore e della mente degli insegnanti
Oppure, ce n’era un’altra che dice “Mi sono riempito della tua voce”. È enorme quest’immagine! Quanto possiamo fare con la nostra voce a scuola con i bambini, con i ragazzi.
“Che siamo visti o non siamo visti, brilliamo quietamente”. È un invito per noi a guardare questa luce piccola, ma è anche un invito a sentire che anche noi, visti o non visti, dobbiamo tenere accesa la nostra luce.
È stato un momento,
ma ho sentito davvero
nevicare anche dentro.
Silvia Vecchini dice
Silvia se sei ancora qui? sì certo Vogliamo dare un po’ compimento a questo coro di vicinanza che hai ascoltato attraverso le attività delle maestre alle quali tu hai dato degli spunti veramente importanti.
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In realtà hanno fatto tutto loro. Sono molto grata a loro, al loro lavoro, alle loro intuizioni, perché scrivere per i bambini e per i ragazzi è un lavoro, ma saper intercettare, magari in un testo, in un romanzo, in una poesia, in un albo illustrato qualcosa che può essere utile ai bambini, che può essere bello condividere insieme, che nutrire ed alimentare questo luogo di pensiero e di emozioni che c’è dentro di loro … questa è l’intelligenza del cuore e della mente degli insegnanti. È un lavoro che è proprio nelle mani di chi li incontra tutti i giorni. A me piace molto scrivere con i bambini, scrivere con i ragazzi, però so che la mia esperienza con loro è proprio un episodio, un passaggio. Quanto invece è importante è il lavoro di chi è con loro tutti i giorni, di chi vede crescere quel poco poco e lo e lo porta alla luce.
Sono quindi tanto grata delle cose che hanno detto, dei lavori che hanno fatto; sono tutti diversi. Insomma, seguo quello che portano anche nelle classi; questa è una piccola parte, dietro c’è il lavoro enorme che è proprio fondato su questa fiducia nelle parole. Vi ringrazio tutti, ringrazio Antonella, Eleonora, Ilaria, ringrazio Alberto, ringrazio tutti voi che siete rimasti fino a quest’ora e vi saluto con una cosa minuscola, che si tiene sul palmo di una mano.
È un’opera di Ayumi Kudo, un’artista. È la stessa artista che ha pubblicato un libro che si chiama Le cose in-misurabili. Ecco perché abbiamo parlato di cose anche sottili. Quando parliamo di gentilezza, parliamo di una postura, parliamo anche di una cosa molto seria, parliamo di un patto, di un giuramento da mantenere, che va a difendere anche le cose inmisurabili, quelle cose che non rientrano a volte dentro la valutazione, non entrano dentro nessuna griglia, ma che gli insegnanti sanno vedere: quell’impercettibile che viene alla luce. Ecco, i grandi, gli adulti possono intercettare queste cose che non si misurano, ma che sono necessarie.
C’è questa piccola opera, che si intitola I cinque sensi. Ha soltanto un foglio con tante piccole illustrazioni minuscole e tante piccole cose. Questa è la quarta, quinta copia che ho comprato, perché, dato che sono delle figurinette proprie piccine, io l’ho anche tagliato – mi perdonerà l’artista – e una volta ci ho fatto un mini calendario dell’avvento, in cui in casa ogni giorno ne vedevamo una. Sono anche delle cose abbastanza strampalate, però tra queste ce ne sono alcune, secondo me, importanti. Ad esempio, c’è un piccolo disegno che dice “Ferma il tempo, comincia a battere i cuori”: un richiamo ad andare ad andare più lenti per sentire un ritmo che è interiore. Oppure, ce n’era un’altra che dice “Mi sono riempito della tua voce”. È enorme quest’immagine! Quanto possiamo fare con la nostra voce a scuola con i bambini, con i ragazzi. Sono proprio disegni minuscoli. E poi ce n’è uno un po’ notturno, un po’ stellato, che dice così – e con questo vi saluto – “Che siamo visti o non siamo visti, brilliamo quietamente”. È un invito per noi a guardare questa luce piccola, ma è anche un invito a sentire che anche noi, visti o non visti, dobbiamo tenere accesa la nostra luce.
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Grazie di cuore, Silvia, grazie Sualzo, grazie Antonella, Eleonora, Ilaria. Grazie a tutti voi che siete stati presenti. Ci siamo decisamente riempiti della voce e delle parole di Silvia e di tutti voi. È proprio vero che le parole possono tutto. Una piccolissima cosa però la faccio ancora, non solo perché c’è Sualzo, ma perché mi piace ascoltare una voce in un cd che Sualzo ha prodotto, a partire da Acerbo sarai tu, mettendo in musica alcune poesie. Ho scelto la più piccola, perché tutte mi piacciono, ma questa mi fa impazzire e credo che sia bello lasciarci così.
Era tutto bianco e lento…
È stato un momento
Era tutto bianco e lento
io guardavo e guardavo.
È stato un momento,
ma ho sentito davvero
nevicare anche dentro
(Silvia Vecchini e Sualzo, dall’album Non perdere tempo, 2020)






