1. Chi è Silvia Vecchini
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Registrazione e primi materiali – 1. Chi è Silvia Vecchini – 2. Il giuramento del poco poco – 3. Silvia Vecchini – 4. Eleonora Menghini – 5. Antonella Capetti – 6. Ilaria Gradassi – 7. Silvia Vecchini e Sualzo: il fascino del minuscolo
Introduzione a Silvia Vecchini
Il nostro benvenuto più caro, e anche affettuoso, a Silvia Vecchini, che abbiamo voluto con noi. Personalmente ho conosciuto Silvia in modo quasi diretto attraverso il ciclo Abitare poeticamente il mondo dell’amica Sara Costanzo. Mi aveva molto colpito la sua presenza. In quei tempi con la mia scuola curavo una piccola rassegna di poesie, “Una poesia al giorno”, e avevamo un pochettino saccheggiato qualcosa della sua produzione, perché ha un modo di scrivere e di s-guardare il mondo dell’infanzia che ci coinvolge, con la semplicità, con la capacità di usare la prima persona singolare nelle situazioni in cui vive, con la sua capacità di cogliere le piccole cose dando ad esse valore, con l’importanza che le dà anche al senso della responsabilità.
Silvia scritto tantissimo; ha scritto anche in una maniera molto plurale, come tecniche, ha scritto anche delle graphic novel, che sono state tra l’altro premiate recentemente anche alla Fiera di Bologna. Incontra studenti e ragazzi, fa laboratori e si pone sempre con quello sguardo di chi è lì con noi. Questo, ovviamente, fa spesso la differenza nelle relazioni quotidiane nel mondo della scuola.
Prima di dare la parola a Silvia, volevo anche in questo caso condividere con voi una brevissima scheda che, ormai come nostra abitudine, dedichiamo alle persone che ci vengono a trovare. Non è nient’altro che una piccola rassegna di parte delle copertine dei suoi libri, quelli più utilizzati nelle scuole, quelle meno, quelle che ci colpiscono come persone, perché Silvia ha un pubblico molto variegato. Scrive inizialmente anche per bambini della scuola dell’infanzia, poi principalmente per la scuola primaria, ma scrive anche per persone più adulte – tra l’altro abbiamo con noi anche molti insegnanti della scuola secondaria di secondo grado, che potranno trarre degli spunti interessanti. Conduce laboratori poetici anche per persone adulte: ho visto che ce n’è uno a breve a Sarmede, la patria degli illustratori.
Do volentieri la parola a Silvia che ci dà la sua lettura sugli sguardi gentili e umani della sua produzione artistica e del suo quotidiano vivere ed essere in mezzo ai bambini e ai ragazzi.
Silvia Vecchini si presenta
Estratti
Che cosa nutre quella parola? Sicuramente nutre la relazione, nutre un circolo di emozioni che proprio in quel momento sta iniziando a dirsi.
Ho cercato con la mia scrittura di esplorare un po’ diverse tipologie di testo attraversando fasce d’età diverse, perché sto veramente tanto insieme ai bambini ai ragazzi. Mi piace andare avanti e tornare indietro, perché mi sembra che, quando incontro i ragazzi più grandi, capisco qualcosa che mi serve per i più piccoli e viceversa.
A volte nella scuola le porte si chiudono troppo velocemente.
Dice Silvia
Sono tanto contenta di essere qui con Antonella, Eleonora, Ilaria, che poi conoscerete, incontrerete, ascolterete. Sono delle amiche insegnanti e portano così questo sguardo sulle parole, sulla scrittura attorno alla creatività dei bambini e dei ragazzi a scuola, ma anche fuori dalla scuola in maniera molto sentita e anche abbastanza avventurosa.
Alberto ha fatto vedere un po’ di copertine che coprono diverse fasce d’età, perché ho scritto per i bambini più piccoli. I lettori più minuscoli. che ho avuto, sono quelli di un piccolo libro che si intitola Finalmente qui: sono poesie per bambini appena nati, ecco, proprio dentro il primo anno di vita. Sono poesie per i loro genitori, proprio per le mamme. per i papà, che nascono insieme a loro, per dare subito fiducia alla parola sussurrata all’orecchio di chi viene al mondo come un atto … creativo anche quello, no? Che cosa nutre quella parola? Sicuramente nutre la relazione, nutre un circolo di emozioni che proprio in quel momento sta iniziando a dirsi.
Poi ho scritto i primi albi illustrati per i bambini che iniziano a leggere con la mamma, con il papà o a scuola. Mi piaceva avvicinarne la mia scrittura a questo tempo un po’ misterioso del primo incontro con le parole e con le figure. Appunto, ci sono gli albi illustrati, poi le prime le prime letture in stampato maiuscolo, i primi viaggi; insomma, dentro le storie un pochino da soli, poi le storie un po’ più lunghe per i lettori più esperti fino ai libri per i ragazzi della scuola secondaria di primo grado, libri sui poeti, romanzi che partono dalla vita dei ragazzi, fumetti.
Come diceva Alberto, ho cercato con la mia scrittura di esplorare un po’ diverse tipologie di testo attraversando fasce d’età diverse, perché sto veramente tanto insieme ai bambini ai ragazzi. Mi piace andare avanti e tornare indietro, perché mi sembra che, quando incontro i ragazzi più grandi, capisco qualcosa che mi serve per i più piccoli e viceversa. Mi sembra molto interessante questo scambio. A volte nella scuola le porte si chiudono troppo velocemente, secondo me. Invece, pensando al bambino che esce dalla scuola dell’infanzia in prima, durante l’estate non è successa nessuna strana magia che l’ha trasformato completamente; e così anche quando arriva alla scuola secondaria di primo grado. Insomma, mi piace sempre guardare chi c’era prima o che cosa sta diventando e in questo la scrittura mi ha molto aiutato.






