4. Eleonora Menghini
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Registrazione e primi materiali – 1. Chi è Silvia Vecchini – 2. Il giuramento del poco poco – 3. Silvia Vecchini – 4. Eleonora Menghini – 5. Antonella Capetti – 6. Ilaria Gradassi – 7. Silvia Vecchini e Sualzo: il fascino del minuscolo
Chi è Eleonora Menghini
Iniziamo quindi con Eleonora Menghini, che ha uno sguardo poetico di per sé, che esprime non soltanto con il linguaggio della vita quotidiana a scuola, ma anche attraverso la fotografia. Chi di noi l’ha amica in Facebook sa quanto è bello ritrovare il suo sguardo poetico e umano attraverso le piccole cose che sa ritrarre quotidianamente. E, quando vede le sue foto, e immagino un po’ anche i cuori dei bimbi, pensa: con quale delicatezza lei riesce a prenderli per mano, facendosi prendere lei stessa per mano dalle esperienze che vive quotidianamente.
Eleonora Menghini lavora in una scuola della provincia di Bergamo, magari ce lo dice lei. Le cedo volentieri la parola per la sua testimonianza esperienziale.
L’intervento di Eleonora
Estratti
Quindi, prima l’ascolto da parte loro della poesia registrata dall’attrice e poi un piccolo allenamento per cercare di leggerla con la stessa espressività. Devo dire che sono stata molto sorpresa dai risultati, perché sono stati davvero bravissimi. Si sono cimentati anche dei bambini che hanno delle difficoltà nella lettura e sono riusciti a farlo brillantemente.
Attraverso questo libro abbiamo potuto scoprire, per esempio, che cos’è la LIS, il linguaggio dei segni. È stato interessante, perché in fondo al libro c’è anche tutto l’alfabeto dei segni, la dattilogia. Così, ognuno ha cercato di imparare ad assegnare il proprio nome.
Quello che si diceva anche nella poesia di prima: una scoperta, qualcosa non sai ancora che cos’è.
Eleonora dice…
Ciao a tutti. Il piccolo paese dove lavoro, in provincia di Bergamo, si chiama Madone. Ho sempre insegnato lì e quindi sono anche un po’ affezionata a questo paese.
Innanzitutto, volevo ringraziare per questo incontro, perché per me è molto speciale e sono anche emozionata. È speciale perché ci sono due persone a cui mi sono legata ultimamente: Antonella e di conseguenza anche Silvia. Hanno rivoluzionato un po’ il mio modo di fare scuola. Cinque anni fa, quando ho iniziato la prima, ho scoperto per caso il sito di Antonella, APEdario, e mi si è aperto un mondo. È stato un po’ faticoso, però ho iniziato e ho voluto sperimentare, ho voluto provare. Devo dire che alla fine, adesso che sono in quinta, non cambierei nulla. Volevo ringraziare entrambe, perché senza Antonella non avrei conosciuto neanche Silvia: sono delle strade che si incontrano.
Questa sera voglio raccontarvi brevemente un percorso che ho fatto l’anno scorso in classe quarta, usando il libro di Silvia, Prima che sia notte.
Questo percorso è nato in collaborazione con la libreria Tuttestorie di Cagliari, che organizza anche il festival Tuttestorie a ottobre. Avevo letto che c’era la possibilità di incontrare Silvia e, siccome con le mie classi avevamo lavorato in diverse occasioni sui testi di Silvia, ho pensato che sarebbe stato bello far conoscere di persona anche i bambini. L’incontro abbiamo dovuto farlo online, però è stato comunque bello lo stesso. La cosa particolare è che abbiamo fatto una lettura ad alta voce di questo libro e ogni bambino aveva il libro. Questa è una cosa un po’ insolita, perché di solito il libro lo tengo io, l’albo lo leggo io e loro non hanno mai il libro per seguire; poi, questo è un libro anche lungo. Questo percorso è nato proprio da questo. Ho cercato di sfruttare il fatto che i bambini avessero proprio la loro copia per fare qualcosa che non avevano mai sperimentato prima.
Mi è venuta l’idea di registrare alcune poesie proprio lette da loro e per far questo mi sono fatta aiutare da un’amica, che stasera purtroppo per impegni non ha potuto essere qui con noi. Lei è un’attrice di teatro, che si chiama Federica Molteni ed è della compagnia teatrale Luna e Gnac. Lei mi ha aiutato in questa mia idea, perché si è resa disponibile a registrare alcune di queste poesie contenute nel libro.
Ho caricato queste poesie su un padlet, ho assegnato ai bambini la lettura di queste poesie. Quindi, prima l’ascolto da parte loro della poesia registrata dall’attrice e poi un piccolo allenamento per cercare di leggerla con la stessa espressività. Devo dire che sono stata molto sorpresa dai risultati, perché sono stati davvero bravissimi. Si sono cimentati anche dei bambini che hanno delle difficoltà nella lettura e sono riusciti a farlo brillantemente.
Ecco, pensavo di farvi sentire proprio due di queste poesie per rendervi l’idea.
Ieri il mare
faceva sciff svischh sciaff sciuff
La macchina del papà
vruuum vru vruum
il cane
arf arfLa mia macchina da scrivere
oggi fa
tlack!(Mio fratello
fa i suoni con le maniIn casa mia
è tutto un silenzio)(Silvia Vecchini, da Prima che sia notte, Bompiani, 2020, pag. 12)
Vi faccio sentire la prima poesia, quella letta dall’attrice:
Ecco qui poi vedete le varie voci registrate dai bambini.
Ecco, poi questa è un’altra. Vi faccio sentire solo quella della bambina, senza far sentire di nuovo la voce dell’attrice:
Poi c’è
questa lingua che parlo
tra me e me
questa lingua che scrivo
battendo sui tasti
questo suono
nuovo
che fanno i pensieri
cercando lettere
per dirsi
questa lingua che batte
dove il cuore duole
questa lingua
che è solo mia
chissà come si scrive
chissà se sto scrivendo
chissà che cos’è in fondo
una poesia
(Silvia Vecchini, da Prima che sia notte, Bompiani, 2020, pag. 15)
E, poi, l’ultima, eccola:
La porta della scuola
è un cerchio di fuoco
non so se vuoi entraremi sento come un fiocco di neve
prima di bruciare, evaporarenon c’è nuvola
né tempesta
il freddo è solo
dentro la mia testa(Silvia Vecchini, da Prima che sia notte, Bompiani, 2020, pag. 88)
Ecco, queste sono un po’ il risultato di questo lavoro.
Noi abbiamo lavorato per parecchio tempo su questo libro: quasi due mesi prima di incontrare Silvia e abbiamo fatto diverse attività di lettura, ma anche di scrittura.
Alcune di queste attività erano ispirate anche alla metodologia del Writing and Reading Workshop, perché ho provato durante questo ciclo a sperimentare un po’ anche queste attività. Leggendo mi venivano le idee e quindi poi proponevo ai bambini diverse cose: potevano essere la scrittura di poesie a ricalco oppure abbiamo fatto il gioco del biglietto che viene annerito. Magari, anche qua vi faccio vedere qualcosa dal padlet, giusto per accompagnare quello che vado raccontando.
Ho imparato anche a documentare un po’ tutto il lavoro che svolgo, perché penso che sia importante anche lasciare traccia di tutto quello che viene fatto. Qui c’è un po’ tutto il lavoro e le attività che hanno più preso piede tra i bambini. Questo libro li ha colpiti fin da subito, perché è un libro che è scritto sia in prosa che in poesia ed è una cosa che hanno notato subito. Poi, il fatto che alcune pagine siano nere, invece che bianche, è una cosa che li ha colpiti tantissimo. Poi, abbiamo giocato anche ad anticipare, a fare delle ipotesi su quello che poteva succedere nei capitoli successivi alla lettura. Attaccavamo i nostri post-it alla lavagna e qualcuno aveva l’idea di attaccarli proprio forma di LIS, cioè in modo che venisse la scritta della LIS.
Il libro ha colpito molto i bambini per questi aspetti. Poi anche le attività che venivano proposte non erano le solite attività e quindi anche il cercare qualcosa che potesse coinvolgerli. Non so se voi conoscete la storia del libro Prima che sia notte; parla di questi due fratellini, Emma e Carlo; la protagonista, la narratrice, è Emma. Attraverso gli occhi di Emma noi abbiamo scoperto delle cose che non conoscevamo, né io né i bambini. Quindi, quello che si diceva anche nella poesia di prima: una scoperta, qualcosa non sai ancora che cos’è. È stato un libro che spero che resti a loro per sempre, perché, avendolo anche proprio fisicamente a casa, penso che si ricorderanno tutte queste attività che abbiamo svolto.
Ecco, poi qui ci sono delle poesie che loro hanno fatto a ricalco, partendo dalle poesie scritte da Silvia, e che avevo piacere di condividere con voi per far vedere che comunque lavorare in un certo modo magari è un po’ difficoltoso, un po’ difficile all’inizio, però poi ti ripaga di tanto.
Non voglio rubare spazio ad Antonella e Ilaria, per cui pensavo di concludere con questa poesia. È una poesia presa dal capitolo P come preghiere. Tutti hanno fatto la loro poesia a ricalco e mi piaceva chiudere con questa, perché parla di gentilezza, quindi, di sguardi gentili umani a scuola e ho trovato che potesse essere significativo concludere così.
Volevo ringraziare ancora Silvia, perché per noi questo percorso è stato importante. Attraverso lo sguardo di Emma, io e anche i bambini abbiamo potuto vedere con degli occhi nuovi e scoprire qualcosa che non sapevamo. È stata un po’ un’avventura che abbiamo fatto insieme.
Adesso vi leggo questa poesia, che è di Leonardo.
La mamma
non sa che prima di dormire
dico una preghiera
ogni sera
Lei non crede
io credo si ma poche cose:
agli alieni
a tutte le persone che mi circondano
alla natura
alla bellezza degli animali
alle cose che posso fare con due maniCredo che Dio non si sia sono lassù
a volte credo siano due mani
che abbracciano la terra
dove sei avvolto dalla gentilezza
Ecco, poi io cerco sempre di non toccare le loro poesie. Non mi piace cambiare le parole e le lascio proprio così, come sono.
Grazie Eleonora. Sei stata bravissima. Grazie Eleonora; davvero emozionante tutto questo tuo racconto. Grazie, davvero.








