Ultima modifica: 7 Giugno 2022

7. Rimbalzi poetici: tutti i versi letti da Roberta e Mariangela

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Registrazione e primi materiali1. Chi sono Roberta Lipparini e Mariangela Ruggiu2. Prima parte: sguardi gentili umani3. Dirsi l’età, dalla chat4. Lo sguardo bambino, scambio poetico5. Monica Bisi6. Come fare poesia a scuola?7. Rimbalzi poetici: tutti i versi letti da Roberta e Mariangela

Questa sezione è un po’ un tributo a Roberta Lipparini e Mariangela Ruggiu. È un moto di gratitudine, è il desiderio di raccogliere in una pagina tutti e soli i versi che ci hanno generosamente donato. Non ci sono altre parole, né commenti, né descrizioni. Solo le loro voci, nel loro poetico e delicato rimbalzarsi e rispecchiarsi. 

Prima parte: sguardi gentili e umani

Mariangela Ruggiu

C’è sempre una bambina con me
mi tiene per mano e mi conduce
mi mostra le cose con un’altra luce
mi toglie il velo dagli occhi e la durezza dal cuore
c’è sempre una bambina con me
rende puro il gesto del dono
e ride dicendo parole
come un rimbalzare di perle
uno scroscio d’acqua pulita
come vorrei conoscerla

Roberta Lipparini

Non so nemmeno se sia parola solo nostra, parola dell’Emilia.
La usano i nostri vecchi a briscola, per indicare le carte che non danno punti, inutili al gioco.
“Hai uno scartino? Metti uno scartino!”
Per me è parola di tenerezza, perché legata alle partite con i miei genitori. Quando i grandi giocavano con i piccoli e i piccoli per questo, si sentivano un po’ grandi.
Comunque ieri l’ho risentita, dopo tanti anni, decenni.
E mi è tornato addosso un mondo piccolo, un soffio di passato.

“Scartìno” a Bologna è anche qualcuno che vale poco, che non ha posto nel mondo.
Ma ripeto, è parola tenera, di affetto.
Così, ho preso questa parola e l’ho messa in tasca, con la certezza che mi sarebbe servita.
Come si raccoglie un bel sasso o una conchiglia.

Infatti dopo neanche un’ora, eccolo.
Un buffo cane che camminava solo su un sentiero. Vecchio. Strano. Pareva una testa marrone incollata a un corpo bianco tozzo. Sgraziato. Passo lento e ballonzolante. Mi è venuto incontro. Io mi sono commossa di quella sua stravaganza, di quel suo essere creatura goffa che mi spalancava il cuore. Del suo zampettare impacciato verso di me.
Eccolo qui. Uno scartino, ho pensato. Uno come me.

Ho provato un senso buono di appartenenza.
Quello che spesso non sento e la cui mancanza mi disorienta.
Eccolo il mio posto.
Tra le briscole dei vecchi e il passo caracollante di una creatura sgraziata.
Dovevo solamente trovare la parola giusta. 
Una parola che mi facesse un po’ casa.
Un nome fragile e magnifico
Uno scartino

Mariangela Ruggiu

segui il mio sguardo

si posa sui tuoi pensieri
cercando spiegazioni d’Amore

non ho tramonti da lasciarti
né parole di altri
né parole mie

ascolta, siedi qui con me
ascolta l’acqua
tutti abbiamo memorie di acqua
da prima che fraintendessimo l’amore

prima che le parole si celassero nei gesti
diventando ambigui significati
e sezionassero di noi
figli con nomi diversi

dividendo il buono dal cattivo
il sogno dal vero
la morte da tutto il resto

siedi qui, bisogna stare fermi
e muti

ascoltare le voci
di dentro

ascoltare il pianto
di noi

lasciare che venga a galla
nell’acqua che siamo
il dolore nascosto
la paura
il desiderio

ascolta la tua fame

guarda le tue mani come si riempiono

Roberta Lipparini

C’è pace in casa stasera
Nessuno grida
Non devo fingere di dormire
Giusto un filo di solitudine
che non muove nemmeno l’aria

Mariangela Ruggiu

appoggiati a me, non sappiamo mai
quanto dura il male, se ha termine

ma se posso sostenerti, appoggiati a me

raccontami la tua storia, scrivimi nelle mani
i tuoi desideri, la tua paura del domani che viene
e starò un passo avanti, se vorrai

appoggiati a me, è pieno di forza il mio tempo buono,
guarda oltre il disumano, guarda questo cielo di stelle
come ci misura e noi siamo come la fragilità del ghiaccio
pronti a scorrere e a evaporare, appoggiati a me

Seconda parte: lo sguardo bambino

Roberta Lipparini

Tieni topolino
Ho una lacrima di zucchero
Un dolore di sale
da rosicchiare piano
con un bacio leggero
un sorriso di fieno
un arcobaleno
Guarda topolino
Mi si è spenta una stella
laggiù in fondo al cuore
Serve un rimedio
di tenerezza e formaggio
Un abbraccio a matita
Un pastello speciale
che colori via il male
Serve una fiaba
Un lieto fine sul lenzuolo
Una storia buona
che mi tenga compagnia
che accenda la notte
di grano e fortuna
Il tuo bene sul guanciale
Una piccola luna

Mariangela Ruggiu

bambina fiorisci
impara il tuo corpo
coltivalo come rosa che profuma

lascia che ti avvolga
e ti porti fame di bellezza
e negli occhi tuoi fiorisca
tutta la potenza

bambina che sei
seme di donna, e sarai splendore

e aprirai il buio degli occhi chiusi

mostra, bambina, il sacro che ti fa
scintilla che genera
corpo che gioisce
scrigno che custodisce
il mistero

usa la tua forza

allontana le mani violente
le dita sporche

è scudo tutto l’amore che hai
di te

poi canta, un canto che svegli
ogni bambina, ogni donna

Roberta Lipparini

Non c’è nessuno, amore
Era il vento
Era un desiderio di bimbo
L’ombra buona di un fiume

Non c’è nessuno, non temere
Era una stella che cadeva
Uno scoiattolo che rosicchiava una noce
Una foglia che russava

Non c’è nessuno, dormi
Adesso la notte è gentile
Adesso il buio canta
La paura
ha fatto tana lontano

(dalla raccolta inedita “Notte di sale e zenzero”)

Mariangela Ruggiu

perché nessuno ti ha mostrato mai
il pozzo di luce che hai negli occhi

e nessuno ti ha raccontato
delle distese verdi su cui corrono le tue parole
e dell’azzurro di cui si colora il tuo sorriso
quando sfiori la gioia

della bellezza che traspare dalla tua pelle
delle tue mani piccole

nessuno ti ha detto di come profuma il tuo fiato
di frutti acerbi e di donna
e nessuno ti ha detto ancora
le parole rotonde dell’amore

raccolgo le tue lacrime sul palmo della mano
dolcemente ti accarezzo

bacio il tuo cuore

Roberta Lipparini

stasera vorrei mille bambini da addormentare
ci passerei la notte fino a domani
a baciare mille fronti mille piccole mani

a spegnere lampade colorate
a raccontare storie di fate
una notte senza sogni e senza pensieri
ad ascoltare quei respiri leggeri

quel lievissimo rumore
chi mi fa sembrare il mondo migliore
fino all’alba finché il buio resiste
perché se ti guardo riesco a non essere triste

Mariangela Ruggiu

cos’è il fuoco? chiese un giorno
l’albero alla farfalla

vedo luci palpitanti nelle case
e scintille che si levano
vedo mani di bambini stese
come carezze sulle fiamme

dimmi cos’è quest’incanto
che neanche nelle tue ali
brilla così tanto

La farfalla divenne triste
cercò nel cuore le parole
che non avessero il buio della morte

è il tuo amore, disse
che si accende così forte

Roberta Lipparini

C’è un po’ di amore
anche per me
un pochetto un pochino
un amore di pane
di biancospino
di vino
paroline
di bacio sulla pancia
di attesa
di neve
di scorza di arancia
di cura
di nomi
di biscotti nel tè
c’è un po’ di amore
anche per me?

Mariangela Ruggiu

tu, stai bene

guarda com’è luminoso il giorno

ci sono cose sospese
in questo attimo che scivola
e lascia aspettative inconsuete

che sia tutto meglio
che non sia un peccato, l’amore,
di uomo, di donna, carezze
che non uccidano

è pensiero sacro
vedere oltre il gesto
l’Amore e l’Errore

sapere che ognuno impara
perché c’è un tempo
che i veli cadono dagli occhi

a volte è un salto
a volte è questo andare sicuri

tu, stai bene,
usa il potere che hai
cambia il mondo

ama

Terza parte: poesia a scuola

Roberta Lipparini

Io ho buio
Non è paura
è qualcosa che ho dentro
calma onda scura

Non ho piedi
non ho mani
occhi chiusi
pensieri lontani

Non c’è dentro
non c’è fuori
io ho un buio
pieno di fiori

Dividilo con me
te ne regalo un poco
se siamo al buio in due
sarà come per gioco

Tienimi la mano
Intrecciamo le dita
insieme dal mio buio
sboccerà la nostra vita

(Roberta Lipparini, Bianca Sollazzo, Ti ricordi di me?, Secop edizioni)

Mariangela Ruggiu

masticata l’inconsistenza del niente
lasciato il silenzio alle parole
finite tutte le promesse

il buio diventa rarefatto
si mostrano i contorni delle cose
divento corpo distinto e sento

c’è una forma luminosa
una sete di altri occhi
un rimescolio di parole

scivola come un velo il buio
si compongono i suoni
come note di uno spartito perso

anche noi confusi e incerti
fino all’incastro         fino a tornare l’essere
che siamo stati in altra forma in altro modo

sentire questa poesia che apre un cielo nuovo
che dissolve la solitudine          quando noi
sempre soli sempre lontani
incontriamo un io che sorride ancora

Roberta Lipparini

Raccolgo gli avanzi
dei gessetti colorati
li tengo tra le mani
come fiori addormentati

Ecco il rosa. Il bianco…
I vostri sguardi
luce sul banco
Il verde. L’arancione…

Giornate insieme
fili di emozione
Parole, mani alzate
domande, risate

Voglia di capire
di camminarci accanto
bambini miei preziosi
nidi d’incanto

La scuola è finita
e un pochino mi commuovo
mentre stringo tra le dita
un gessetto ancora nuovo

Mariangela Ruggiu

la farfalla si fece triste
a vedere nel vento le foglie dell’autunno

– s’avvicina il tempo – disse all’albero –
che volteggeranno le mie ali spente

parlami della morte
tu che vedi la mia in ogni stagione

dimmi cosa resta del mio cuore

se marcisce come le tue foglie
nella pioggia e nel gelo dell’inverno

se ha un senso conoscere l’eterno
e poi svanire nelle pozze

dimmi se ha un senso lasciarti qui da solo
perché l’amore è questo strappo
e resta il tuo ramo spoglio
ora che di te son fiore in volo –

l’albero si coprì di malinconia
come di rugiada nei mattini dell’estate

– ti parlo dell’amore
ché la morte è solo metamorfosi
che tu sai ma non ricordi

cambierà la forma, ma tu sarai

sarai acqua magica per la mia sete
sarai verde nuovo nelle mie foglie
e fiorirai dal cuore

certi la chiamano morte

io la chiamo amore

Roberta Lipparini

Dicono che sono strano
e mi parlano alle spalle
dicono che nella testa
mi volano le farfalle

A volte non rispondo
perché sto guardando un sasso
e il colore è così bello
che non voglio fare chiasso

A volte non sto attento
perché sto aspettando un suono
e quel suono è così vero
che può trasformarsi in tuono

A volte non sto fermo
perché sto girando il mondo
e quel mondo è così grande
che si mi fermo affondo

Dicono che sono diverso
e mi parlano alle spalle
ma io non sono solo
perché ho le mie farfalle

(Roberta Lipparini, C’è un posto accanto a me. Poesie per una scuola senza barriere, Mondadori)

Mariangela Ruggiu

c’è un fiato buono in quest’aria malata
una voce diversa che parla piano, con gentilezza

è mare calmo, l’onda che accarezza
e arrossa, sangue forte e ossigeno,
un’idea di passione, non temere il caos

lascia consumare la guerra, è per uomini
idioti, tu ama come se fosse un deserto
questa distesa di corpi accostati

ama, che sei splendore, luce che viene
e tutto accende




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