7. Rimbalzi poetici: tutti i versi letti da Roberta e Mariangela
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Registrazione e primi materiali – 1. Chi sono Roberta Lipparini e Mariangela Ruggiu – 2. Prima parte: sguardi gentili umani – 3. Dirsi l’età, dalla chat – 4. Lo sguardo bambino, scambio poetico – 5. Monica Bisi – 6. Come fare poesia a scuola? – 7. Rimbalzi poetici: tutti i versi letti da Roberta e Mariangela
Questa sezione è un po’ un tributo a Roberta Lipparini e Mariangela Ruggiu. È un moto di gratitudine, è il desiderio di raccogliere in una pagina tutti e soli i versi che ci hanno generosamente donato. Non ci sono altre parole, né commenti, né descrizioni. Solo le loro voci, nel loro poetico e delicato rimbalzarsi e rispecchiarsi.
Prima parte: sguardi gentili e umani
Mariangela Ruggiu
C’è sempre una bambina con me
mi tiene per mano e mi conduce
mi mostra le cose con un’altra luce
mi toglie il velo dagli occhi e la durezza dal cuore
c’è sempre una bambina con me
rende puro il gesto del dono
e ride dicendo parole
come un rimbalzare di perle
uno scroscio d’acqua pulita
come vorrei conoscerla
Roberta Lipparini
Non so nemmeno se sia parola solo nostra, parola dell’Emilia.
La usano i nostri vecchi a briscola, per indicare le carte che non danno punti, inutili al gioco.
“Hai uno scartino? Metti uno scartino!”
Per me è parola di tenerezza, perché legata alle partite con i miei genitori. Quando i grandi giocavano con i piccoli e i piccoli per questo, si sentivano un po’ grandi.
Comunque ieri l’ho risentita, dopo tanti anni, decenni.
E mi è tornato addosso un mondo piccolo, un soffio di passato.“Scartìno” a Bologna è anche qualcuno che vale poco, che non ha posto nel mondo.
Ma ripeto, è parola tenera, di affetto.
Così, ho preso questa parola e l’ho messa in tasca, con la certezza che mi sarebbe servita.
Come si raccoglie un bel sasso o una conchiglia.Infatti dopo neanche un’ora, eccolo.
Un buffo cane che camminava solo su un sentiero. Vecchio. Strano. Pareva una testa marrone incollata a un corpo bianco tozzo. Sgraziato. Passo lento e ballonzolante. Mi è venuto incontro. Io mi sono commossa di quella sua stravaganza, di quel suo essere creatura goffa che mi spalancava il cuore. Del suo zampettare impacciato verso di me.
Eccolo qui. Uno scartino, ho pensato. Uno come me.Ho provato un senso buono di appartenenza.
Quello che spesso non sento e la cui mancanza mi disorienta.
Eccolo il mio posto.
Tra le briscole dei vecchi e il passo caracollante di una creatura sgraziata.
Dovevo solamente trovare la parola giusta.
Una parola che mi facesse un po’ casa.
Un nome fragile e magnifico
Uno scartino
Mariangela Ruggiu
segui il mio sguardo
si posa sui tuoi pensieri
cercando spiegazioni d’Amorenon ho tramonti da lasciarti
né parole di altri
né parole mieascolta, siedi qui con me
ascolta l’acqua
tutti abbiamo memorie di acqua
da prima che fraintendessimo l’amoreprima che le parole si celassero nei gesti
diventando ambigui significati
e sezionassero di noi
figli con nomi diversidividendo il buono dal cattivo
il sogno dal vero
la morte da tutto il restosiedi qui, bisogna stare fermi
e mutiascoltare le voci
di dentroascoltare il pianto
di noilasciare che venga a galla
nell’acqua che siamo
il dolore nascosto
la paura
il desiderioascolta la tua fame
guarda le tue mani come si riempiono
Roberta Lipparini
C’è pace in casa stasera
Nessuno grida
Non devo fingere di dormire
Giusto un filo di solitudine
che non muove nemmeno l’aria
Mariangela Ruggiu
appoggiati a me, non sappiamo mai
quanto dura il male, se ha terminema se posso sostenerti, appoggiati a me
raccontami la tua storia, scrivimi nelle mani
i tuoi desideri, la tua paura del domani che viene
e starò un passo avanti, se vorraiappoggiati a me, è pieno di forza il mio tempo buono,
guarda oltre il disumano, guarda questo cielo di stelle
come ci misura e noi siamo come la fragilità del ghiaccio
pronti a scorrere e a evaporare, appoggiati a me
Seconda parte: lo sguardo bambino
Roberta Lipparini
Tieni topolino
Ho una lacrima di zucchero
Un dolore di sale
da rosicchiare piano
con un bacio leggero
un sorriso di fieno
un arcobaleno
Guarda topolino
Mi si è spenta una stella
laggiù in fondo al cuore
Serve un rimedio
di tenerezza e formaggio
Un abbraccio a matita
Un pastello speciale
che colori via il male
Serve una fiaba
Un lieto fine sul lenzuolo
Una storia buona
che mi tenga compagnia
che accenda la notte
di grano e fortuna
Il tuo bene sul guanciale
Una piccola luna
Mariangela Ruggiu
bambina fiorisci
impara il tuo corpo
coltivalo come rosa che profumalascia che ti avvolga
e ti porti fame di bellezza
e negli occhi tuoi fiorisca
tutta la potenzabambina che sei
seme di donna, e sarai splendoree aprirai il buio degli occhi chiusi
mostra, bambina, il sacro che ti fa
scintilla che genera
corpo che gioisce
scrigno che custodisce
il misterousa la tua forza
allontana le mani violente
le dita sporcheè scudo tutto l’amore che hai
di tepoi canta, un canto che svegli
ogni bambina, ogni donna
Roberta Lipparini
Non c’è nessuno, amore
Era il vento
Era un desiderio di bimbo
L’ombra buona di un fiumeNon c’è nessuno, non temere
Era una stella che cadeva
Uno scoiattolo che rosicchiava una noce
Una foglia che russavaNon c’è nessuno, dormi
Adesso la notte è gentile
Adesso il buio canta
La paura
ha fatto tana lontano(dalla raccolta inedita “Notte di sale e zenzero”)
Mariangela Ruggiu
perché nessuno ti ha mostrato mai
il pozzo di luce che hai negli occhie nessuno ti ha raccontato
delle distese verdi su cui corrono le tue parole
e dell’azzurro di cui si colora il tuo sorriso
quando sfiori la gioiadella bellezza che traspare dalla tua pelle
delle tue mani piccolenessuno ti ha detto di come profuma il tuo fiato
di frutti acerbi e di donna
e nessuno ti ha detto ancora
le parole rotonde dell’amoreraccolgo le tue lacrime sul palmo della mano
dolcemente ti accarezzobacio il tuo cuore
Roberta Lipparini
stasera vorrei mille bambini da addormentare
ci passerei la notte fino a domani
a baciare mille fronti mille piccole mania spegnere lampade colorate
a raccontare storie di fate
una notte senza sogni e senza pensieri
ad ascoltare quei respiri leggeriquel lievissimo rumore
chi mi fa sembrare il mondo migliore
fino all’alba finché il buio resiste
perché se ti guardo riesco a non essere triste
Mariangela Ruggiu
cos’è il fuoco? chiese un giorno
l’albero alla farfallavedo luci palpitanti nelle case
e scintille che si levano
vedo mani di bambini stese
come carezze sulle fiammedimmi cos’è quest’incanto
che neanche nelle tue ali
brilla così tantoLa farfalla divenne triste
cercò nel cuore le parole
che non avessero il buio della morteè il tuo amore, disse
che si accende così forte
Roberta Lipparini
C’è un po’ di amore
anche per me
un pochetto un pochino
un amore di pane
di biancospino
di vino
paroline
di bacio sulla pancia
di attesa
di neve
di scorza di arancia
di cura
di nomi
di biscotti nel tè
c’è un po’ di amore
anche per me?
Mariangela Ruggiu
tu, stai bene
guarda com’è luminoso il giorno
ci sono cose sospese
in questo attimo che scivola
e lascia aspettative inconsueteche sia tutto meglio
che non sia un peccato, l’amore,
di uomo, di donna, carezze
che non uccidanoè pensiero sacro
vedere oltre il gesto
l’Amore e l’Erroresapere che ognuno impara
perché c’è un tempo
che i veli cadono dagli occhia volte è un salto
a volte è questo andare sicuritu, stai bene,
usa il potere che hai
cambia il mondoama
Terza parte: poesia a scuola
Roberta Lipparini
Io ho buio
Non è paura
è qualcosa che ho dentro
calma onda scuraNon ho piedi
non ho mani
occhi chiusi
pensieri lontaniNon c’è dentro
non c’è fuori
io ho un buio
pieno di fioriDividilo con me
te ne regalo un poco
se siamo al buio in due
sarà come per giocoTienimi la mano
Intrecciamo le dita
insieme dal mio buio
sboccerà la nostra vita(Roberta Lipparini, Bianca Sollazzo, Ti ricordi di me?, Secop edizioni)
Mariangela Ruggiu
masticata l’inconsistenza del niente
lasciato il silenzio alle parole
finite tutte le promesseil buio diventa rarefatto
si mostrano i contorni delle cose
divento corpo distinto e sentoc’è una forma luminosa
una sete di altri occhi
un rimescolio di parolescivola come un velo il buio
si compongono i suoni
come note di uno spartito persoanche noi confusi e incerti
fino all’incastro fino a tornare l’essere
che siamo stati in altra forma in altro modosentire questa poesia che apre un cielo nuovo
che dissolve la solitudine quando noi
sempre soli sempre lontani
incontriamo un io che sorride ancora
Roberta Lipparini
Raccolgo gli avanzi
dei gessetti colorati
li tengo tra le mani
come fiori addormentatiEcco il rosa. Il bianco…
I vostri sguardi
luce sul banco
Il verde. L’arancione…Giornate insieme
fili di emozione
Parole, mani alzate
domande, risateVoglia di capire
di camminarci accanto
bambini miei preziosi
nidi d’incantoLa scuola è finita
e un pochino mi commuovo
mentre stringo tra le dita
un gessetto ancora nuovo
Mariangela Ruggiu
la farfalla si fece triste
a vedere nel vento le foglie dell’autunno– s’avvicina il tempo – disse all’albero –
che volteggeranno le mie ali spenteparlami della morte
tu che vedi la mia in ogni stagionedimmi cosa resta del mio cuore
se marcisce come le tue foglie
nella pioggia e nel gelo dell’invernose ha un senso conoscere l’eterno
e poi svanire nelle pozzedimmi se ha un senso lasciarti qui da solo
perché l’amore è questo strappo
e resta il tuo ramo spoglio
ora che di te son fiore in volo –l’albero si coprì di malinconia
come di rugiada nei mattini dell’estate– ti parlo dell’amore
ché la morte è solo metamorfosi
che tu sai ma non ricordicambierà la forma, ma tu sarai
sarai acqua magica per la mia sete
sarai verde nuovo nelle mie foglie
e fiorirai dal cuorecerti la chiamano morte
io la chiamo amore
Roberta Lipparini
Dicono che sono strano
e mi parlano alle spalle
dicono che nella testa
mi volano le farfalleA volte non rispondo
perché sto guardando un sasso
e il colore è così bello
che non voglio fare chiassoA volte non sto attento
perché sto aspettando un suono
e quel suono è così vero
che può trasformarsi in tuonoA volte non sto fermo
perché sto girando il mondo
e quel mondo è così grande
che si mi fermo affondoDicono che sono diverso
e mi parlano alle spalle
ma io non sono solo
perché ho le mie farfalle(Roberta Lipparini, C’è un posto accanto a me. Poesie per una scuola senza barriere, Mondadori)
Mariangela Ruggiu
c’è un fiato buono in quest’aria malata
una voce diversa che parla piano, con gentilezzaè mare calmo, l’onda che accarezza
e arrossa, sangue forte e ossigeno,
un’idea di passione, non temere il caoslascia consumare la guerra, è per uomini
idioti, tu ama come se fosse un deserto
questa distesa di corpi accostatiama, che sei splendore, luce che viene
e tutto accende





