Ultima modifica: 16 Giugno 2022

2. Gram… matematica!

Registrazione e primi materiali1. Chi è Luca Chieregato2. Gram… matematica!3. Mi presento… e altre storie su di me, ma non solo4. Il fanciullo invisibile5. Meditazione sulla gratitudine ed esperienza di gruppo6. Di notte e di sogni7. Al termine del percorso… grazie!

La prima storia: Gram… matematica!

Di che storia hai bisogno? copertina

Luca Chieregato, Di che storia hai bisogno?, Mondadori, 2022

Questa storia racconta l’amore che fa meraviglie
quando accade tra due rivali famiglie.
Non diremo di Giulietta e di Romeo, marameo:
le famiglie nemiche, vuoi mettere,
erano quelle dei numeri e delle lettere.
Mondi lontani, dice la gente, almeno apparentemente;
pianeti diversi, dicono le carte:
è come far parlare Venere e Marte.

E dunque che successe, cosa accadde, come andò?
Un giorno capitò che lo zero si innamorò della o.
No! Ma davvero? Ohibò!
Galeotto fu un piccolo scontrino che li portava entrambi,
scritti vicini che più vicini non si può.
Era lei la o di tonno, di pomodoro?
Né di questo né di quello: era la o finale di rastrello.
E lo zero era lì, col sorriso tra i denti,
a chiudere un conto di 11 euro e 20.

Lo zero la guardò: bella, alta, snella: un oblò.
La o lo guardò: maestoso, fiero,
era davvero un gran bello zero.
Si guardarono a lungo, con sentimenti misti,
con la sensazione di essersi già visti.
E sapevano bene dell’antica rivalità,
ma si sa: l’amore se ne frega e va fino in fondo,
prende un quadrato e lo fa diventare tondo.
E così il nostro zero, come Zorro, il cavaliere nero,
percorse lo scontrino e si avventurò:
salutò il 2, scavalcò la virgola, slalomò tra i due 1,
con un balzo l’euro aggirò e si presentò
davanti alla sua amata o.
«Ma questo è un sogno?» si dissero. «Un disegno del vento?»
Si innamorarono in un solo momento.

Qualcuno si mise a gridare:
«No! Cosa fate? Siete pazzi da legare?!
Le lettere devono stare tra loro,
coi numeri non c’entrano niente:
è una cosa impertinente!
E i numeri sono troppi, sono troppo importanti
per mescolarsi con vocali e consonanti».
Ma i nostri due eroi non fecero una piega
e gridarono forte: «Chissenefrega!».

Muah!

Era un fatto prodigioso,
un sentimento contagioso, un’epidemia…
poco dopo, infatti, follia!
Il 3 si rovesciò e invitò a cena la E,
il 7 al rovescio diceva favelle per la L,
il 9 si baciò allo specchio con la P,
l’8 andava a braccetto con la B.
Il 5 rideva, sembrava non sapesse
quanto fosse simile alla sinuosa S.
E tutti ballavano, e dicevano piano:
«A guardarci meglio, ci somigliamo».
Era un sogno? Un disegno del vento?
Era la fantasia di un solo momento?
Non si sa come, ma capitò.
Quel bianco scontrino così suggellò
il matrimonio di carta tra lo zero e la o.

Cosa ci sussurra questa storia, alla fin fine?
Che cose lontane san stare vicine.
Matematica e grammatica, geometria e poesia:
da sempre si amano scienza e filosofia.

Poco dopo, in un istante,
lo scontrino diventò un biglietto volante.
E lo zero e la o volarono lassù, nel blu:
il loro abbraccio notturno disegnò in aria
il pianeta Saturno. Le stelle, tutte intorno, così,
sembravano i puntini di tante i.
Quella notte, a dispetto delle carte,
si sentì Venere che parlava con Marte.
La Luna piena guardava la scena,
ed era così piena che si domandò
se somigliasse più allo zero o alla sua amata o.

(Luca Chieregato, Gram…matica! in Di che storia hai bisogno?, Mondadori, 2022, pp. 221-223)




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