Ultima modifica: 8 Marzo 2022
Settimana della gentilezza a scuola > Daniele Mencarelli a Sguardi gentili e umani

Daniele Mencarelli a Sguardi gentili e umani

Giovedì 3 marzo, primo appuntamento di Sguardi gentili e umani a scuola. Daniele Mencarelli con squisita disponibilità ci accompagna in un dialogo denso di emozioni invitandoci a sguardo nuovo, capace di guardare dentro e intorno, guardare l’altro, perché accanto allo sguardo nasce la parola che crea ponti.

Libri di cui si è parlato

La casa degli sguardi, Mondadori, 2018 – Tutto chiede salvezza, Mondadori, 2020 – Sempre tornare, Mondadori, 2021

Trilogia Mencarelli: La casa degli sguardi, Tutto è salvezza, Semore tornare, Mondadori (copertine)

Piccolo resoconto (dagli appunti di due gentili partecipanti)

Appunti di scuola

Non è un maestro o un prof, ma propone l’avventura della letteratura partendo dal suo percorso umano. Cadere, rialzarsi, ricadere, ritrovarsi. Vivere.

Con riferimento al brano riportato tratto da Tutto chiede salvezza, dedicato alla professoressa Oppes, sottolinea il valore della parola e dell’ascolto: il seme gettato dalla professoressa, che con la sua mentalità elastica è pronta a non rispettare la lezione preparata e a cogliere i momenti propizi per scendere più a fondo nella relazione educativa, fa germogliare la passione per la lettura e la scrittura. Mai sottovalutare quindi la generosità dell’atto del seminare! La professoressa Oppes si è ritrovata così, dopo trentadue anni, protagonista di un romanzo scritto da un suo allievo di terza media, cosa che non avrebbe minimamente sospettato.

Nei luoghi di cura (scuola, ospedale, famiglia…) è centrale il valore della reciprocità: il bene è sempre collettivo, non è mai monodirezionale (“sto bene se stanno bene gli altri”).

Grande rispetto verso il mestiere del maestro e del medico, territori privilegiati dell’incontro e della relazione.

Essere maestri disponibili: offrire un racconto di speranza; il mestiere del maestro parte da sguardi di accoglienza ed empatici.

Mencarelli nelle scuole

La scuola è luogo di esercizio dell’arte dell’incontro e palestra di reciprocità.

Daniele Mencarelli ha incontrato moltissimi studenti, oltre 50.000 come ci ha raccontato, soprattutto durante la pandemia, online ed ora anche in presenza. Sono momenti a cui tiene molto, che coltiva anche attraverso le mail. Anche il giorno del nostro incontro era in Liguria, a cavallo tra due momenti nelle scuole secondarie. Ad esempio, un tema forte, in particolare dell’ultimo libro, è il viaggio, come scoperta insieme della bellezza della natura, del nostro patrimonio culturale e delle persone che incontriamo ogni giorno.

Un consiglio per attività da realizzare a scuola, connesse alla lettura dei suoi romanzi e ritenute efficaci, in base alla sua esperienza, è quello di realizzare dei laboratori in cui si chiede ai ragazzi di estrapolare ed evidenziare le frasi che più li hanno colpiti, ed iniziare da queste un confronto con le proprie esperienze di vita, lavorando sulla trasposizione del vissuto nella scrittura. 

Vivere con compassione

Vivere con compassione, sentimento necessario.
Cosa vuol dire vivere con compassione?
Umani si diventa (riflessione della scrivente, sentendolo parlare)

Tra sguardo e parola

Donare sé stessi, ecco cosa potremmo fare noi persone di scuola. Donare sé stessi.
Poi lo sguardo…uno sguardo nuovo. Guardare e guardarci dentro e intorno, guardare l’altro, accanto allo sguardo nasce la parola. Daniele Mencarelli, durante l’incontro, definisce lo sguardo come la prima lettera dell’alfabeto umano, come intenzione ed intensità della relazione che va ad instaurarsi. Il poeta intercetta la grandezza delle cose, ma mai solo per sé, la sua parola è dono e continuo scambio con tutti.

Gentilezza come…

…gesti di cura e conforto, interessarsi agli altri e al loro dolore, essere disponibili all’ascolto e all’incontro, perché il bene arricchisce tutti. Come “Fare di ogni giorno una fesa di incontri, di luoghi mai visti, di sconosciuti con cui ti metti a tavola come se lo facessi da sempre” (Sempre tornare)

Stralci letti 

Da Tutto chiede salvezza

«Me l’hai portata la poesia?»
Cimaroli oggi indossa una polo azzurrina, la pelle chiarissima del viso è leggermente abbronzata.
«No, ma sto provando a scriverne una nuova, se ci riesco.»
«Da quando scrivi?» «Dalla terza media, grazie alla mia professoressa di Italiano, la Oppes, magari la conosce.»
Cimaroli fruga nella memoria, ma non gli viene in mente niente.
«Perché grazie a lei?»
«Ebbe un’intuizione in classe che mi fece capire quanto può essere importante la scrittura.»
«Raccontami.»
«Una mattina, mentre stava spiegando, scoprì una mia compagna con un libro sotto il banco, Moira Francavilla si chiamava, ancora me la ricordo, invece di senti’ la lezione se ne stava a fa’ i fatti suoi. La Oppes le chiese cosa stava combinando, quando vide che leggeva un libro le domandò il titolo, la mia compagna divenne rossa come un peperone, era la biografia di John Bon Jovi.»
Cimaroli sorride al nome. «Il rockettaro coi capelli laccati.» Annuisco. «E allora?»
«La Oppes, invece di incazzarsi, di metterle una nota, le chiede di leggere, Moira non vorrebbe, alla fine è costretta, faceva più o meno così: “John, appena arrivato a Los Angeles, sudò lacrime e sangue sui banconi dei bar prima di avere un provino”. La prof resta ‘n attimo assorta, poi schizza fuori dall’aula. Pensiamo tutti che sia andata dalla preside, invece torna con un libro in mano, inizia a sfojallo finché non trova quello che cerca, e lo passa a Moira, “tieni” le dice. Era Se questo è un uomo di Primo Levi, le fece legge il passaggio in cui i prigionieri che vengono chiamati per la doccia a gas lasciano ai nuovi venuti il cucchiaio con cui hanno mangiato, lo sanno che moriranno, quindi quel cucchiaio è l’unica cosa di loro che rimane al mondo.»
M’interrompo perché a ricordare quel momento, forse anche per il nervosismo causato da tutta la situazione in cui mi trovo, faccio fatica a trattenere l’emozione.
«Magari lo spiego male, ma lì ho capito che la scrittura non è un gioco, ‘na noia come me l’avevano sempre insegnata, ho capito a che serve veramente, e che è l’unico mezzo che può racconta’ quello che vedo, che m’esplode dentro.»
(Daniele Mencarelli, da Tutto chiede salvezza, Mondadori, 2020, pp. 62-63)

Da La casa degli sguardi

Non c’è notte che non chiami
con la sua voce dura di nocche,
tutto occhi, ardente il sorriso,
dalla sua finestra immobile
continua a chiedere il bene
mentre anni di fuori scorrono
e il tempo scrosta la poca giovinezza
rimasta su questo viso invecchiato,
tu non conosci calendario,
né altro che essere bambino,
malato aggrappato ai suoi disegni
con cui librarsi dal dolore,
Toctoc, Alfredo che un mattino
hai bussato per entrare
e dentro per sempre sei rimasto,
continua a farmi casa del tuo sguardo,
usami per restare vivo nel ricordo.
(Daniele Mencarelli, Inedito 2018, da La casa degli sguardi, Mondadori, 2018)

Da Tutto chiede salvezza

“Non si accorge della menzogna, non si accorge di nulla, nemmeno della mia delusione, degli occhi incapaci di nascondere l’offesa. Anche per lui, come per il suo collega Mancino, non sono un caso clinico d’interesse, meno che mai un ragazzo degno di entrare nella sua memoria con nome e cognome, un viso. Per lui sono un modesto meccanismo da rimettere in sesto, un meccanismo di fabbrica, di quelli commerciali, sfornati un poco storti dalla catena di produzione.”
(da Daniele Mencarelli, da Tutto chiede salvezza, Mondadori, 2020)

Da Tutto chiede salvezza

“La finestra di Mario è rimasta aperta, come sempre. Mi ritrovo affacciato, ad appoggiare i gomiti dove ieri c’erano i suoi. Sul davanzale ancora i pezzetti di biscotto che aveva messo per il suo amico, quelli che io stesso gli avevo dato. Il nido dell’uccellino, ora, è vuoto.
Bastava talmente poco.
Bastava ascoltare, guardare negli occhi, concedere.
Una volta, una sola volta.
Invece non lo hanno fatto. Perché per loro non eravamo degni di essere ascoltati.
Perché i matti, i malati, vanno curati, mentre le parole, il dialogo, è merce riservata ai sani.
Questo abbrutimento è la scienza?
Non aprirsi mai alla pietà, svuotare l’uomo sino a farlo diventare un ingranaggio di carne. Sentirsi padroni di tutte le risposte.
È questa la normalità? La salute mentale?
La vera pazzia è non cedere mai. Non inginocchiarsi mai.
Una settimana fa volevo ammazzare la vita per la sua totale illogicità, per la certezza che nulla è prevedibile, che mi tocca in dote la maledizione di vivere senza mai farci l’abitudine, a niente, al bene come al male.
Vivrò da infelice, prima o poi il dolore avrà la meglio, ma non siete voi quello che voglio diventare.
Dal nulla, con i suoi occhi neri scintillanti, il passero, nella sua casa di rami e foglie. Lo saluto anche da parte di Mario.”
(da Daniele Mencarelli, da Tutto chiede salvezza, Mondadori, 2020, pp. 187 e 188)

Due contributi audio

Sii dolce con me, sii gentile di Mariangela Gualtieri

da Bestia di Gioia, Einaudi, Torino 2010

Poesia letta da Elisabetta Zampini

Inedito 2018 di Daniele Mencarelli

Poesia letta da Elisabetta Zampini

Dalla chat e dalle mail: commenti, contributi, ringraziamenti (selezione)

  • “Nessuno vada via da qui scontento”, don Bosco
  • Il potere delle parole
  • Chiamare il bambino con il proprio nome, riconoscere la sua unicità, cogliere il suo sguardo per essere con lui nella sua totalità…penso sia fondamentale
  • Ma chi decide il suo nome nn è lui..nn è detto di rispecchi in lui
  • Importantissimo lo sguardo, il modo in cui li  guardiamo i nostri figli, quello che il nostro sguardo dice, senza parlare. L’amore e l’accoglienza iniziano sempre da uno sguardo inclusivo.
  • Grazie per questo incontro ricco di emozioni
  • “Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti.”
  • Grazie per avermi illuminata
  • Grazie un incontro che ha davvero toccato i cuori.
  •  Grazie per la Serenità che avete trasmesso <3
  • Grazie per questo incontro, ricco di tante cose….anche commovente ☘️
  • Grazie mille per  questo incontro ricco di spunti di riflessione e molto interessante
  • Riconoscersi nelle parole di un libro… grazie!!!
  • Complimenti e grazie ..coinvolgetemi ancora. bellissimo incontro tanti spunti di riflessione
  • Grazie, incontro bellissimo
  • Grazie di questo prezioso imcontro
  • Mi spiace solo di non poter riascoltare la registrazione….
  • Grazie per l’opportunità offerta stasera.
  • Grazie di cuore per l’incontro, per le parole buone che tanto fanno…
  • L’intento principale di questo mio messaggio è quello di ribadire il mio grazie, dal profondo del cuore, per aver organizzato, ieri, non un webinar, ma un vero Incontro con la maiuscola! Si è trattato di un momento intenso e stimolante che di certo produrrà molti frutti. Indubbiamente incontri così profondi non sono riducibili ad un attestato di frequenza…Grazie di cuore.

Una mail di ringraziamento

A tutte e tutti voi da Daniele Mencarelli

Cara Maria, che meraviglia,
ringrazia tutti, di cuore, da parte mia:)
Quando volete ci sono. d

Per saperne di più

Link al sito www.danielemencarelli.it

Stralcio dell'home page del sito personale di Daniele Mencarelli. Link al sito

 




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